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Maxi-evasione nel turismo di lusso a Cefalù: 18 mesi di indagini e 40 strutture sotto verifica

Maxi-evasione nel turismo di lusso a Cefalù: 18 mesi di indagini e 40 strutture sotto verifica

Un sistema di evasione fiscale internazionale con base a Cefalù.

È quanto scoperto dalla guardia di finanza al termine di una complessa attività d’indagine durata circa 18 mesi. Nel mirino delle fiamme gialle è finita una società operante nel settore dei bed&breakfast e delle strutture ricettive di lusso con sede nella cittadina normanna. Secondo gli accertamenti, l’azienda non avrebbe dichiarato profitti per 1,3 milioni di euro, sottraendo al fisco 334 mila euro di imposte. Dalla verifica fiscale è emerso un articolato meccanismo per delocalizzare gli utili all’estero e non pagare i tributi in Italia. Gli utili venivano infatti spostati nel Regno Unito, eludendo così il fisco italiano.

L’indagine, condotta dagli uomini della Tenenza di Cefalù, ha coinvolto complessivamente 40 strutture ricettive operanti nell’ampio territorio cefaludese. Gli accertamenti economico-finanziari, svolti anche con la collaborazione delle autorità britanniche, hanno portato alla luce ulteriori irregolarità. Tra queste l’impiego di sette lavoratori irregolari, retribuiti con modalità non tracciabili per evitare ogni tipo di controllo.

«L’attività svolta dalla dipendente tenenza di Cefalù conferma l’importanza di un’azione di controllo economico-finanziario sempre più attenta anche ai fenomeni di evasione connotati da profili di internazionalità. Grazie alla collaborazione con le autorità fiscali estere e a un’attenta ricostruzione dei flussi finanziari, è stato possibile far luce su una complessa realtà economica e individuare le effettive dinamiche attraverso le quali una parte significativa dei ricavi conseguiti nel nostro Paese veniva sottratta al fisco italiano.

Prosegue l’impegno del corpo a tutela degli operatori economici del settore turistico che, con il loro lavoro, contribuiscono alla crescita di un comparto di particolare rilevanza per l’economia del territorio siciliano, nel rispetto della legalità e della corretta concorrenza», sottolinea il comandante del Gruppo della guardia di finanza di Termini Imerese, maggiore Antonio Falco.

Fabio Lo Bono

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