Mons. Sgalambro, dieci anni dalla nascita al Cielo, il vescovo Marciante: “Una carità silenziosa, una grande eredità”

Mons. Sgalambro, dieci anni dalla nascita al Cielo, il vescovo Marciante: “Una carità silenziosa, una grande eredità”

Ricordiamo oggi il 10° anniversario della nascita al Cielo di S.E.R. Mons. Francesco Sgalambro, Vescovo di Cefalù dal 2000 al 2009. A dieci anni dalla sua morte, la comunità diocesana ne custodisce ancora il ricordo, legato alla sua presenza discreta, al suo zelo pastorale e a quella particolare mitezza che ne ha contraddistinto il ministero.

Il Vescovo S.E.R. Monsignor Giuseppe Marciante, in occasione del Discorso alla Città di Cefalù il 6 agosto scorso, lo ha ricordato con queste parole:«Rivolgo un ricordo particolare e una preghiera colma di affetto al mio venerato predecessore Mons. Francesco Sgalambro, 72° Vescovo di Cefalù dal 2000 al 2009, le cui spoglie mortali riposano nella cripta della nostra Basilica. Lo ricordo in modo particolare per la sua devozione a Santa Chiara. Infatti, l’11 agosto ricorreranno i dieci anni dal suo transito al cielo. In modo speciale vorrei ricordare Mons. Sgalambro per la sua carità silenziosa. Ha fatto tanta carità alla nostra città, ma l’ha fatta nel silenzio; senza suonare trombe o battere tamburi. L’ha fatto con discrezione, nel silenzio, e senza che nessuno se ne accorgesse. Gli siamo grati per questa sua grande generosità. Della sua presenza in mezzo a noi richiamo oggi davanti a tutta la città, con profonda gratitudine, lo zelo pastorale instancabile, le benedizioni per il bene di questo territorio e, soprattutto, la sua straordinaria e luminosa mitezza e umiltà: un’eredità spirituale e morale che appartiene all’intera comunità diocesana. Egli, che su questa terra ha contemplato con fede viva il volto del Cristo trasfigurato, sono certo che oggi ne contempla la bellezza eterna».

Dalla formazione a Messina al ministero episcopale

Mons. Sgalambro nacque e si formò a Messina, dove compì gli studi medi e ginnasiali presso l’Istituto Salesiano San Luigi e successivamente quelli liceali, filosofici e teologici nel Seminario Arcivescovile “S. Pio X”. Fu ordinato diacono il 21 settembre 1957, nella cappella di Montevergine a Messina, e sacerdote il giorno successivo, nella parrocchiale di San Nicola di Bari a Ganzirri, dal vescovo ausiliare mons. Carmelo Canzonieri.

Proseguì la formazione conseguendo la licenza in Teologia presso la facoltà teologica di Posillipo e il dottorato alla Pontificia Università Gregoriana.

Fu docente di filosofia nel Seminario Arcivescovile di Messina e successivamente all’Istituto teologico San Tommaso. Per oltre quarantadue anni fu cappellano del monastero delle Clarisse di Montevergine, esperienza che segnò profondamente il suo cammino spirituale e la sua particolare devozione a Santa Chiara. Fu inoltre direttore del periodico “Il Messaggio della Beata Eustochia”, membro del Consiglio Presbiterale e Canonico del Capitolo Archimandritale del Santissimo Salvatore.

Partecipò a diversi processi diocesani di canonizzazione, tra cui quello che portò alla canonizzazione di Santa Eustochia Calafato, celebrata da san Giovanni Paolo II l’11 giugno 1988. Presiedette inoltre il processo diocesano per la canonizzazione del Servo di Dio cardinale Giuseppe Guarino.

Vescovo di Cefalù

Il 22 febbraio 1986, festa della Cattedra di San Pietro, Giovanni Paolo II lo nominò vescovo della sede titolare di Minturno e ausiliare dell’Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela. Fu consacrato il 5 aprile dello stesso anno nella Basilica Cattedrale di Messina dal cardinale Salvatore Pappalardo.

Dal 1986 fu membro della Conferenza Episcopale Siciliana, dove gli furono affidate la delega per i Seminari e le Vocazioni e la presidenza della Commissione Presbiterale Regionale. Il 18 marzo 2000 Giovanni Paolo II lo nominò Vescovo di Cefalù. Fece il suo ingresso canonico nella Diocesi l’11 giugno 2000, iniziando un ministero episcopale che sarebbe durato nove anni.

Durante il suo episcopato cefaludese, Mons. Sgalambro ordinò 13 sacerdoti diocesani e 8 diaconi permanenti, accompagnando il cammino vocazionale e pastorale della Chiesa cefaludese con particolare attenzione alla formazione e al presbiterato.

Il 17 settembre 2009, dopo la rinuncia all’ufficio pastorale per raggiunti limiti d’età e la nomina del successore, fu nominato amministratore apostolico di Cefalù. Il 14 novembre dello stesso anno assunse il titolo di Vescovo emerito.

Una memoria che continua

Mons. Francesco Sgalambro morì nella sua abitazione di Messina l’11 agosto 2016, all’età di 82 anni. Dopo la celebrazione delle esequie nella Cattedrale di Messina, il 13 agosto la sua salma fu traslata a Cefalù, dove furono celebrati i solenni funerali. Oggi riposa nella Cripta dei Vescovi della Basilica Cattedrale.

A dieci anni dalla sua morte, il ricordo di Mons. Sgalambro continua così a vivere nella Chiesa cefaludese. Non soltanto attraverso le opere e gli anni del suo episcopato, ma soprattutto attraverso quello stile pastorale fatto di discrezione, mitezza, umiltà e attenzione agli ultimi che il suo successore ha voluto consegnare alla memoria della città.

Una presenza che, come ha ricordato mons. Marciante, continua a parlare alla comunità: «un’eredità spirituale e morale» che appartiene ancora oggi alla Diocesi di Cefalù.

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