,

Trent’anni di Archeoclub a Cefalù: una storia di passione, ricerca e tutela del patrimonio

Trent’anni di Archeoclub a Cefalù: una storia di passione, ricerca e tutela del patrimonio

Un’importante tappa di un lungo percorso e un’occasione preziosa per fare un bilancio delle attività fin qui realizzate e progettarne di nuove per il futuro.
È con questo spirito che Archeoclub d’Italia, sede di Cefalù, festeggia il traguardo dei trent’anni, sempre al servizio dei beni culturali e ambientali della città e del suo territorio. Nel 1995 un piccolo gruppo di cittadini scelse di dedicarsi all’approfondimento e alla condivisione della conoscenza del grande patrimonio culturale di Cefalù, facendo confluire le proprie energie all’interno di un’associazione a carattere nazionale, nata nell’ambito del mondo accademico e scientifico: l’Archeoclub d’Italia.

Da allora l’interesse primario è stato quello di conoscere l’evoluzione storica e urbanistica della Cefalù pre-ruggeriana e ruggeriana, e di divulgare l’immenso patrimonio custodito nelle chiese della città attraverso conferenze, convegni, mostre e visite guidate, con il contributo costante di professionisti dei beni culturali e di studiosi del mondo accademico. Fondamentale per la crescita dei soci è stata la figura di Amedeo Tullio, archeologo, professore e divulgatore generoso, “padre” della Cefalù archeologica, già socio onorario e cittadino onorario — per iniziativa della sede Archeoclub — della città di Cefalù, recentemente scomparso.

Oggi l’associazione, che conta al suo interno un nutrito gruppo di appassionati, professionisti del settore, accademici e operatori delle istituzioni di tutela e della scuola, continua a “produrre” cultura e consapevolezza, promuovendo progetti legati alla didattica, alla conoscenza e alla conservazione del patrimonio archeologico, artistico, culturale e ambientale.
Collabora stabilmente con la Diocesi di Cefalù, gli Enti locali, la Scuola e l’Università, mantenendo un dialogo costante con la sede nazionale e con le altre sedi locali dell’Archeoclub d’Italia.

Questo impegno ha portato Fortunata Flora Rizzo, promotrice della costituzione della sede di Cefalù, presidente per 25 anni e oggi presidente onorario, a ricoprire il ruolo di vicepresidente nazionale dell’associazione.

Le attività programmate per celebrare la ricorrenza, articolate in due giornate tra Cefalù e Finale di Pollina, prevedono:

  • Venerdì 7 novembre, l’iniziativa “Operazione conoscenza”, dedicata alla Chiesa della SS. Trinità e al Chiostro del Complesso monumentale di San Domenico di Cefalù, con un intervento di introduzione all’Archivio Storico Diocesano a cura del Direttore don Pietro Piraino;
  • Sabato 8 novembre, il convegno interregionale “L’Ulivo del Mediterraneo. Simboli e cultivar tra Sicilia e Calabria”, che si terrà a Finale di Pollina, organizzato in collaborazione con la sede Archeoclub d’Italia di Vibo Valentia e con il Comune di Pollina.

Un sentito ringraziamento va a S. E. il Vescovo Giuseppe Marciante, alla Curia Diocesana, all’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiali, all’Archivio Storico Diocesano e al Comune di Pollina per il sostegno e la collaborazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *