Tra fede, domande e fiducia, nel cammino verso la Cresima, la Basilica Cattedrale di Cefalù si è riempita di volti giovani. È una prima domenica di Quaresima nella quale la nostra Diocesi ha vissuto uno dei momenti più significativi del cammino verso la Confermazione: la Redditio Symboli, consegna e riconsegna del Credo, cuore della fede della Chiesa.
Lo slogan scelto per quest’anno pastorale: “Maestro, che cosa devo fare?” (Mt 19,16), prende spunto dall’episodio del giovane ricco nel Vangelo di Matteo e intercetta in modo diretto la stagione della vita che i ragazzi stanno attraversando: un tempo fatto di ricerca, di domande profonde, di scelte che iniziano a guardare al futuro. In una società spesso centrata sull’apparire e sulla prestazione, la domanda evangelica invita quindi ad andare oltre il semplice “fare”, per riscoprire il senso del seguire: non solo costruire qualcosa, ma lasciarsi guidare da Qualcuno.
Il riferimento corre anche a Francesco d’Assisi, nel ricordo dell’ottavo centenario: giovane in ricerca, capace di rivolgere a Dio la stessa domanda radicale: “Signore, cosa vuoi che io faccia?”, accogliendo poi una risposta di sequela, semplice e totale.
Durante l’omelia, S.E.R. il vescovo Mons. Giuseppe Marciante ha accolto e salutato con entusiasmo i ragazzi, ricordando il significato profondo del ritrovarsi in Cattedrale: “Quando si viene in Cattedrale si incontra la Chiesa madre”. La Cattedrale infatti, è madre che accoglie, luogo di appartenenza e di fede, è la madre di tutte le chiese della Diocesi. Un pensiero è stato rivolto anche ai fratelli provenienti dalla Francia, della parrocchia di Saint-Étienne della diocesi di Nancy, un segno della comunione che supera confini e culture.
Cuore della riflessione è stato il tema della fiducia: “Senza fiducia – ha detto il vescovo – non si può vivere. La fiducia è l’olio di tutti gli ingranaggi della nostra vita”. Ogni giorno è segnato da atti di fiducia. Ma fidarsi non è un gesto cieco: ha bisogno di ragioni. Ci si affida a chi dimostra amore, a chi rende credibile la propria presenza. Così è la fede: riconoscere una presenza che si è mostrata affidabile nella storia personale di ciascuno. Non un’idea, ma un incontro.
Attraverso una testimonianza significativa, è stato ricordato come l’incontro con il Vangelo possa cambiare una vita, restituendo motivi per vivere, riempiendo vuoti profondi, facendo nascere gratitudine. Una fede che attraversa anche il dubbio e la prova, come Gesù nel deserto, ma che si fonda sulla fiducia nel Padre.
Durante la preghiera dei fedeli, Marciante ha voluto allargare lo sguardo oltre le mura della Cattedrale, ricordando quanti ogni giorno perdono la vita nel Mediterraneo, vittime di viaggi segnati dalla disperazione.
Il pensiero è andato in modo particolare a quella persona senza nome ritrovata nei giorni scorsi lungo un tratto della costa del territorio cefaludese, il cui corpo è stato restituito dal mare e sepolto nel cimitero di Cefalù.
Tutta la Chiesa Cefaludense si unisce in preghiera per l’anima del fratello defunto, ricordando anche tutti coloro che ogni giorno trovano la morte nelle acque del Mediterraneo. Un richiamo forte alla responsabilità, alla solidarietà e al valore inviolabile di ogni vita umana.
Il Vescovo ha quindi consegnato ai cresimandi il cuore della professione di fede: non parole da ripetere meccanicamente, ma verità da sperimentare nella propria vita. L’augurio rivolto ai giovani è quello di compiere un cammino autentico, capace di condurli fino alla Pentecoste della Cresima, quando riceveranno il dono dello Spirito Santo per diventare testimoni dell’amore di Cristo nel mondo.
Una comunità che prega anche per chi non ha più voce: segni concreti di una Chiesa che educa alla fede e non smette di farsi prossima al dolore.
Infine, prima di congedare l’assemblea, Marciante ha ricordato anche la figura di Ruggero II: “Siamo grati a Ruggero II per averci consegnato questa bellissima Basilica Cattedrale. Oggi me facciamo memoria. Ieri, nel corso del convegno promosso dall’Archeoclub di Cefalù, l’Archivio Storico Diocesano e il Servizio Pastorale Cultura, Scuola e IRC, abbiamo ricordato l’eredità universale di Ruggero”.








