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L’ultimo saluto a Monsignor Mormino, il Vescovo Marciante: «Un pastore vero»

L’ultimo saluto a Monsignor Mormino, il Vescovo Marciante: «Un pastore vero»

La Basilica Cattedrale di Cefalù ha accolto oggi la comunità diocesana per l’ultimo saluto a monsignor Salvatore Mormino, per tutti padre Totò, morto a 78 anni. A presiedere le esequie è stato il vescovo di Cefalù, S.E.R. monsignor Giuseppe Marciante, che nell’omelia ha riletto la vita del sacerdote alla luce della parabola evangelica del Buon Samaritano.

«Padre Mormino è stato un uomo che non si è mai voltato dall’altra parte di fronte al bisogno», ha detto il vescovo, ricordandone il carattere «a tratti esigente e severo», dietro il quale, però, «nascondeva un cuore immenso, interamente votato alla generosità e all’attenzione verso chi viveva nelle angustie e nel disagio economico». Un sacerdote esigente prima di tutto con se stesso e poi con la propria comunità, che non cercava il consenso facile. «Il suo fine non era essere simpatico, ma essere fedele a Cristo», ha sottolineato Marciante. La sua parola poteva scuotere e rimproverare, perché per lui il Vangelo era «una via stretta da percorrere con coerenza».

Un rigore, quello di padre Mormino, che si traduceva in una carità concreta e spesso nascosta. Il vescovo ha infatti ricordato le numerose testimonianze ricevute in questi giorni: famiglie aiutate a pagare una bolletta, persone sostenute nei momenti di difficoltà economica, lavoratori aiutati a non perdere la propria dignità. «Lui faceva carità senza suonare la tromba», ha ricordato Marciante. Poteva accogliere chi bussava alla porta con uno dei suoi celebri brontolii e con una predica sulla responsabilità, «ma alla fine la sua mano si apriva sempre». Durante l’omelia anche il ricordo degli anni trascorsi a Cefalù, dei tre vescovi dei quali fu segretario e, in particolare, della profonda amicizia con monsignor Emanuele Catarinicchia. Un legame fatto anche di momenti semplici, come le serate trascorse ad attendere il rientro del vescovo dalle visite pastorali.

Foto: Salvatore Varzi

Poi Alia, dove padre Mormino rimase fedele al mandato ricevuto nonostante la nostalgia per Cefalù e la sofferenza nel vedere il paese spopolarsi. Più volte Marciante gli propose di tornare, ma il sacerdote non accettò: «Era fedele al mandato ricevuto, costi quel che costi». Oggi, nel dolore, la Diocesi ha raccolto soprattutto la gratitudine per una vita sacerdotale spesa nel servizio.

«Ringraziamo il Signore per averci donato un pastore vero, non un mercenario», ha detto il vescovo. Un uomo che «ha preso sul serio il sacerdozio, traducendolo in vera paternità»: una paternità «a volte ruvida», ma «straordinariamente solida e protettiva per i più deboli». Infine, il saluto di Marciante: «Caro Don Totò, ora che stai a cospetto del Padre non avrai bisogno di molte parole, anche perché non le amavi le molte parole». E l’ultima invocazione: «Riposa nella pace, buon pastore. Continua a vigilare sulla comunità, sulle comunità che tanto ti hanno voluto bene e amato».

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