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La Pasqua ci spinge alla Quaresima del terzo giorno – Preghiera

La Pasqua ci spinge alla Quaresima del terzo giorno – Preghiera

Nel cammino di Quaresima, ci sono momenti che ci invitano a fermarci, a riflettere e a lasciare che la speranza torni a riscaldare il cuore. Il Vangelo di oggi ci parla del Figlio dell’uomo che sarà consegnato, che soffrirà, ma risorgerà il terzo giorno. Un messaggio di dolore e insieme di luce, che ci accompagna verso la Pasqua.

Vi proponiamo questa preghiera, per accompagnare i giorni di Quaresima con uno sguardo nuovo: per riscoprire la bellezza dell’attesa, la forza della speranza e la responsabilità di prenderci cura delle nostre comunità. Una preghiera che ci ricorda che la Quaresima non è solo digiuno o astinenza, ma un tempo di vita nuova, di ascolto e di impegno concreto.

PREGHIERA

Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà».
(Mc 9, 30-31)

O Dio, Padre Nostro che sei nei cieli, che a tutti noi Tuoi figli hai permesso di abitare le grandi case del tempo e della storia. Senza mai alcun affitto da pagare.
O Dio, Sapienza Altissima, che Ti doni e dialoghi con l’uomo utilizzando la grammatica della Bellezza: le vocali dell‘Umiltà, le consonanti della Mitezza; Ti leghi a noi con le categorie dell’Alleanza e della Promessa, che hai scelto di trasformare in “divine” eredità. Quelle che Tu, Signore della Fedeltà, senza se e senza ma, hai voluto che fossero doni del Tuo patrimonio da ereditare e che ci hai lasciato in Testamento.
Testamento che sappiamo essere custodito presso la banca dell’Attesa Universale.
Aiutaci, o Padre, in questi giorni di Quaresima, a trovare il tempo per varcare il portone di questa banca. Per chiedere allo Spirito, Custode e Dispensatore di doni, di consegnarcelo, semplicemente per rileggerlo, per sentirlo nostro. E poi accompagnaci a comprendere che dobbiamo restare in attesa del terzo giorno, invisibile eredità, ora per tutti visibile come vita nuova.
O Padre, che hai voluto che il Figlio Tuo Gesù Cristo fosse il primo “ribelle” alla mentalità della rassegnazione e alla schiavitù del morire, additandoci così la Speranza come la virtù dialogante con la Fede e la Carità, fa che la Quaresima del terzo giorno, sia quel tempo che faccia risorgere nelle nostre Comunità la volontà di futuro. Siano giorni ricchi di fermenti di speranza, di germi di vita rinnovata, dove si sperimenti il risveglio della personale e comune responsabilità morale e storica. Della passione educativa. Della solidarietà sociale.
Quaresima del terzo giorno, che abbia come profondità la forza del seme e la luce dell’inquietudine della ribellione pasquale del Figlio Tuo. Che sappia far risorgere la capacità dell’ascolto reciproco, apra le orecchie delle nostre coscienze, spesso ridotte e rassegnate a pensarsi come sepolcri schiacciati dai massi del pessimismo, del disfattismo, della rassegnazione, in un mondo soggiogato dalla monarchia del virtuale.
Il terzo giorno sia tempo favorevole per prendere le distanze da quel cristianesimo che, per la stratificazione del vittimismo, del divino fatalismo, dell’angelico spiritualismo, con le loro menzogne emotive e paure fiabesche, non ci ha spinto a celebrare la Quaresima con gli stessi sentimenti del Crocifisso-Risorto, ma solo a nutrire la pazienza-rassegnazione del tempo dei quaranta giorni, dove non è mai il futuro a governare il presente, dove il terzo giorno della Resurrezione sembra non appartenerci.
O Padre, facci comprendere che il nostro celebrare la Quaresima del terzo giorno significhi anche non tacere di fronte al graduale e silente spogliamento dei servizi essenziali nelle nostre Comunità. Quei servizi che devono prendersi cura dei corpi e delle intelligenze di bambini, adolescenti, giovani, famiglie, ammalati, anziani, narrazione dello Spirito che è Comunione. Di vite. Di Comunità in cerca di Resurrezione.

Il terzo giorno è tempo che proviene dalla Risurrezione di Tuo Figlio.
Amen.

Don Franco Mogavero

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