Sabato 11 ottobre 2025, un giorno importante per la Chiesa Universale ed in particolare per la Chiesa di Cefalù che si è ritrovata nella sua Cattedrale per vivere insieme a tutta la comunità diocesana, un momento di straordinaria importanza ecclesiale: la conclusione del XII Sinodo Diocesano, celebrato a trecento anni dall’ultimo e l’aperta del nuovo Anno Pastorale 2025/2026.
Un cammino iniziato nel 2020, voluto e guidato dal Vescovo Marciante, che in questi anni ha coinvolto l’intera comunità diocesana in un lungo e fecondo percorso di ascolto, confronto e discernimento sul futuro della Chiesa locale. Nella sua omelia, il Vescovo ha quindi espresso profonda gratitudine al Signore per il cammino sinodale compiuto, ricordando che “Maria, Madre della Chiesa, si fa pellegrina tra i discepoli, visitandoli là dove vivono, lavorano e sperano”. Un’immagine potente, resa ancora più viva dalla presenza a Cefalù della venerata immagine della Madonna dell’Alto, giunta eccezionalmente dalle Madonie al mare in occasione del Giubileo: “È un evento senza precedenti nella storia di Cefalù — ha sottolineato Marciante — la Madonna dell’Alto scende dai monti per raggiungere le sponde del Tirreno, suscitando in noi profonda gioia e gratitudine”.
Richiamandosi alla pagina evangelica dei dieci lebbrosi, il Vescovo ha invitato la comunità a non dimenticare il bene ricevuto e a rinnovare lo sguardo di fede: “Non vogliamo essere tra coloro che dimenticano il bene ricevuto, ma come il Samaritano vogliamo lodare Dio per il cammino che ci ha fatto percorrere”. E ha aggiunto un forte monito alla Chiesa: “Il ‘si è sempre fatto così’ è un veleno per la Chiesa. L’abbandono del villaggio, simbolo della tradizione chiusa, guarisce dalla rigidità e restituisce sensibilità verso i fragili”.
Monsignor Marciante ha poi evidenziato come il XII Sinodo Diocesano rappresenti “una pietra miliare per la nostra Chiesa”, segno di un processo che non si chiude ma si apre al futuro: “La grande esperienza sinodale apre alla Chiesa locale un modo nuovo di essere e di agire, che deve diventare stile, metodo e forma di Chiesa. Da oggi si avvia un processo: il Sinodo non si è concluso, ma continua nella vita del popolo di Dio”.
Nel ricordare le parole di San Giovanni XXIII all’apertura del Concilio Vaticano II, il Vescovo ha affermato: “Tantum aurora est — è appena l’aurora. Anche per noi è solo l’inizio, i primi raggi del sole che sorge”. E ha concluso con un appello pieno di fiducia e speranza: “Alzati e va’, Chiesa cefaludense! Chiesa madonita! Riparti dalla Parola di Dio, evangelizzando prima te stessa e poi adempiendo fedelmente il comando di Gesù: ‘Andate e ammaestrate tutte le nazioni. Ecco — ha detto il Signore — io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo“.
L’intera celebrazione in cattedrale, è stata trasmessa in diretta sulla pagina Facebook e sul canale YouTube de Il Cefalino e sulla pagina Facebook della Diocesi di Cefalù, in collaborazione con il Servizio delle Comunicazioni Sociali e la redazione del giornale diocesano. Il commento è stato affidato a Giovanni Azzara, direttore de Il Cefalino, e a Salvatore Varzi, responsabile della redazione.
La celebrazione si è infine conclusa con una fiaccolata mariana, segno di luce e di preghiera: i fedeli, così come le autorità civili e militari, con la presenza del sindaco di Cefalù, Daniele Tumminello, il sindaco di Petralia Sottana, Pietro Polito e diversi sindaci del territorio diocesano, hanno accompagnato con le candele accese l’immagine marmorea della Madonna dell’Alto dalla Cattedrale fino a Piazza Garibaldi, nel cuore della città normanna, da dove ha poi fatto ritorno al suo Santuario.
PHOTOGALLERY
A cura di: Armando Geraci




















Lascia un commento