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Conclusa a Gibilmanna la XXXIV Giornata Sacerdotale Mariana 2026

Conclusa a Gibilmanna la XXXIV Giornata Sacerdotale Mariana 2026

Si è svolta nel Santuario Maria Santissima di Gibilmanna la XXXIV Giornata Sacerdotale Mariana delle Chiese di Sicilia, appuntamento che ha riunito Vescovi, sacerdoti e diaconi provenienti dalle diocesi dell’Isola in un clima di preghiera, fraternità e riflessione ecclesiale.

Ad accogliere i partecipanti è stata la Diocesi di Cefalù, guidata dal nostro vescovo S.E.R. Monsignor Giuseppe Marciante, che ha ospitato questo importante momento di comunione tra le Chiese siciliane in uno dei luoghi mariani più significativi del territorio e dell’intero Sud Italia. Il Santuario di Gibilmanna si è così confermato luogo privilegiato di incontro, spiritualità e condivisione per il clero dell’Isola, e non solo, grazie ai frati che tengono vivo questo luogo straordinario.

La giornata si è aperta questa mattina con la preghiera iniziale presieduta da S.E.R. Monsignor Guglielmo Giombanco, Vescovo di Patti e Delegato della Conferenza Episcopale Siciliana per il Clero. Successivamente il segretario, don Paolo Terra, ha presentato Suor Nathalie Becquart, Sottosegretario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, chiamata a guidare la meditazione sul tema «Con Maria operatori di pace».

Nel suo intervento, Suor Becquart ha offerto una riflessione sul rapporto tra pace, sinodalità e testimonianza cristiana nel mondo contemporaneo, segnato da guerre, tensioni internazionali e profonde trasformazioni sociali. «In questo contesto geopolitico così complesso – ha affermato – il tema affrontato assume un significato particolarmente importante. I sacerdoti, come tutti i cristiani, sono chiamati a essere testimoni di pace».

La religiosa francese ha evidenziato il profondo legame tra pace e stile sinodale, sottolineando come l’ascolto reciproco, il dialogo e la valorizzazione della voce di ciascuno costituiscano strumenti concreti per costruire percorsi di riconciliazione e di fraternità. «La pace – ha spiegato – nasce anzitutto dalla grazia di accogliere la pace del Cristo Risorto. Maria ne è il volto luminoso e ci insegna che ogni autentico cammino di pace prende avvio dalla preghiera e dalla vita interiore».Un messaggio che richiama ogni credente alla responsabilità di diventare artigiano di comunione e di speranza, favorendo la cooperazione e lo scambio dei doni all’interno della Chiesa e della società.

Momento culminante della giornata è stata la Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E.R. Monsignor Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale e Presidente della Conferenza Episcopale Siciliana. Nell’omelia il presule ha richiamato sacerdoti e diaconi alla centralità della comunione ecclesiale e alla necessità di affidarsi con fiducia alla volontà di Dio, lasciandosi guidare dall’esempio di Maria. «La grande sfida per la Chiesa e per ogni sacerdote – ha detto – è vivere fino in fondo la comunione alla quale siamo chiamati, sul modello della Trinità, di cui la Chiesa è riflesso e immagine».

Raspanti ha inoltre invitato a non misurare la vita della Chiesa soltanto attraverso criteri di efficienza o attraverso i numeri, ma attraverso la capacità di accogliere, servire e testimoniare il Vangelo. Ha richiamato il valore del silenzio, della preghiera e del dono di sé come strade privilegiate per vivere autenticamente il ministero sacerdotale e ha esortato a guardare alle sofferenze e alle speranze del popolo siciliano con uno sguardo di prossimità e di carità.

La giornata si è conclusa con un rinnovato affidamento a Maria Santissima, Madre della Chiesa e Regina della Pace, sotto il cui sguardo Vescovi, sacerdoti e diaconi hanno rinnovato il proprio impegno a essere, nelle comunità loro affidate, autentici operatori di pace e costruttori di comunione, raccogliendo l’invito del vescovo Marciante a proseguire con fiducia il cammino sinodale della Chiesa.

Foto: Diocesi di Acireale – CESi – Don Arturo Grasso