Le sfide e le opportunità per il rilancio delle aree interne della Sicilia sono state al centro del convegno “Da marginalità a centralità: lo sviluppo e il futuro delle aree interne della Sicilia”, svoltosi nei giorni scorsi presso l’Auditorium “N. Colajanni” dell’Università degli Studi di Enna Kore.
L’iniziativa rappresenta il primo momento pubblico di confronto previsto nell’ambito del protocollo d’intesa siglato tra la Conferenza Episcopale Siciliana, la Cisl Sicilia e l’Ateneo ennese. Un accordo nato con l’obiettivo di rafforzare il ruolo strategico dei territori interni dell’Isola e promuoverne il rilancio sociale, economico e culturale attraverso un lavoro condiviso di analisi, ascolto e progettazione.
Al centro del dibattito le principali criticità che caratterizzano queste aree: spopolamento, denatalità, carenza di servizi e marginalizzazione economica. Ma accanto alle difficoltà, è emersa con forza anche la volontà di individuare nuove traiettorie di sviluppo, valorizzando le risorse locali, l’innovazione digitale e modelli di crescita sostenibile. Nel corso del convegno è stata presentata una prima analisi sulle condizioni socio-economiche delle aree interne siciliane, aprendo un dialogo tra istituzioni, mondo accademico, imprese, sindacati e comunità ecclesiale.
Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata riservata al fenomeno migratorio. A sottolinearne il valore è stato S.E.R. mons. Giancarlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, che ha evidenziato come i migranti possano rappresentare una risorsa importante per contrastare lo spopolamento e contribuire alla vitalità sociale ed economica dei territori. Un cambio di prospettiva significativo, che invita a considerare l’immigrazione non come emergenza, ma come opportunità di integrazione e sviluppo, soprattutto in contesti segnati da un progressivo calo demografico.
Il confronto ha visto anche la partecipazione del presidente della Conferenza Episcopale Siciliana, S.E.R. mons. Antonino Raspanti, e del vescovo di Cefalù, S.E.R mons. Giuseppe Marciante, delegato della CESI per i problemi sociali e il lavoro. Proprio Marciante, ha così affermato: “sono contento perché finalmente le aree interne rientrano nell’agenda del governo e questo è già, secondo me, un fatto importante. Il governo nazionale deve entrare nel governo regionale. Quindi mi sembra importante il passo che abbiamo fatto, aver creato questa collaborazione con l’università e anche con alcuni enti sociali molto importanti e poi in modo particolare con la CISL per parlare della conoscenza dei problemi e quindi anche le soluzioni che si possono prospettare. Quindi non dobbiamo essere rassegnati al fatto che le aree interne si vanno spopolando sempre di più. Ci può essere un progetto di restanza che non è un’utopia ma è veramente una base per ancorare la speranza dei nostri giovani”.
Entrambi hanno richiamato l’importanza di una responsabilità condivisa per il rilancio delle aree interne, sottolineando la necessità di una sinergia tra istituzioni, Chiesa, mondo del lavoro e comunità locali. Il protocollo d’intesa si inserisce proprio in questa prospettiva, proponendo un percorso strutturato che prevede studi socio-economici, ascolto dei territori e azioni concrete. La collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti punta a mettere in rete competenze e risorse: la Chiesa attraverso la sua presenza capillare nelle comunità, la Cisl con la conoscenza del tessuto lavorativo e sociale, e l’Università Kore con il rigore scientifico delle analisi.
Tra le direttrici individuate per il futuro, un ruolo centrale è attribuito all’innovazione digitale e alla sostenibilità, considerate leve fondamentali per valorizzare i patrimoni naturali e culturali delle aree interne e creare nuove opportunità di sviluppo. Il convegno di Enna ha rappresentato, dunque, un primo passo concreto verso la costruzione di una strategia condivisa. Un percorso che mira a trasformare le aree interne da territori marginali a protagonisti di una nuova visione di crescita per l’intera Sicilia.
Una sfida complessa, ma necessaria, che richiede visione, collaborazione e impegno continuo, con l’obiettivo di restituire futuro e centralità a comunità che custodiscono una parte fondamentale dell’identità dell’Isola.
Foto di: Massimiliano Serrago











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