Un anno senza Francesco: il Papa della Speranza

Un anno senza Francesco: il Papa della Speranza

Santa Marta (SCV) ore 07:35 del 21 aprile 2025, Papa Francesco tornava alla casa del Padre.

A un anno esatto dalla sua scomparsa, la Chiesa ricorda il “dies natalis” del Pontefice che ha segnato un’epoca con il suo stile diretto, la sua attenzione agli ultimi e una visione pastorale profondamente radicata nel Vangelo, lasciando un’eredità spirituale e umana che continua a farsi sentire con forza.

Il suo è stato un pontificato definito da molti come “nuovo”: il primo Papa proveniente dal continente sudamericano, figlio di emigrati italiani, capace di portare al centro della Chiesa temi come la misericordia, la fraternità e la vicinanza concreta alle periferie esistenziali. Non a caso, è stato spesso indicato come il “Papa della speranza”, per quella capacità di parlare al cuore anche nei momenti più complessi della storia contemporanea, invitando sempre a non cedere allo scoraggiamento ma a riscoprire il valore della fiducia, della solidarietà e della pace.

Numerosi i segni di memoria in questa giornata. Il Servizio Poste e Filatelia vaticano ha voluto rendere omaggio al Pontefice argentino con uno speciale annullo postale commemorativo, pensato per custodire e tramandare nel tempo il ricordo di una figura che ha lasciato un’impronta indelebile non solo nella Chiesa, ma anche nel mondo intero.

Questa mattina, nella cappella di Casa Santa Marta, è stata celebrata una Messa in suffragio del Santo Padre, presieduta dal nunzio apostolico Travaglino. Un momento di raccoglimento e preghiera proprio nel luogo che fu la sua casa durante il pontificato, scelto da Francesco come “segno di semplicità e di rifiuto di ogni forma di distanza”.

Nel corso della celebrazione, l’omelia preparata dal cardinale Angelo Acerbi, che ha voluto sottolineare come la presenza spirituale di Papa Francesco sia ancora viva nel cuore dei fedeli: «Lo sentiamo ancora vicino a noi», ha scritto il porporato, ricordando il suo instancabile impegno per una Chiesa “in uscita”, capace di incontrare ogni uomo e ogni donna.

A distanza di un anno, il ricordo di Papa Francesco resta dunque più che mai attuale: quello di un pastore che ha saputo parlare al mondo con il linguaggio della tenerezza, della giustizia e della speranza, indicando una strada che continua a interrogare e a ispirare credenti e non credenti.

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