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Un anno di pontificato per Papa Leone XIV: pace, dialogo e missione al centro del primo anno sul Soglio di Pietro

Un anno di pontificato per Papa Leone XIV: pace, dialogo e missione al centro del primo anno sul Soglio di Pietro

Un pontificato segnato dalla pace, dal dialogo e da una forte attenzione alle periferie del mondo e dell’umanità. Papa Leone XIV celebra oggi, 8 maggio 2026, il primo anniversario della sua elezione al Soglio petrino, avvenuta l’8 maggio 2025 al termine del Conclave che lo scelse come Successore di Pietro.

Dodici mesi intensi, vissuti tra viaggi apostolici, incontri diplomatici, celebrazioni giubilari, riforme nella Curia romana e continui appelli per la pace in un mondo attraversato da guerre e tensioni internazionali. Il primo Papa statunitense della storia della Chiesa, nato a Chicago ma profondamente legato al Perù dopo oltre vent’anni di missione pastorale in America Latina, si è presentato sin dal primo affaccio dalla Loggia delle Benedizioni con parole divenute il filo conduttore del suo pontificato: «La pace sia con tutti voi».

Una pace che Leone XIV ha definito «disarmata e disarmante» e che in questo primo anno ha cercato di promuovere sia pubblicamente sia attraverso un intenso lavoro diplomatico “dietro le quinte”. Numerosi gli appelli contro la guerra, dal “Mai più la guerra!” pronunciato nel primo Regina Caeli agli interventi contro le logiche del riarmo e della violenza, fino agli incontri con leader internazionali e rappresentanti delle aree coinvolte nei conflitti.

Particolarmente significativo il primo viaggio apostolico in Turchia e Libano, compiuto tra novembre e dicembre 2025, nel segno del dialogo ecumenico e della vicinanza ai popoli feriti dalla guerra e dalla crisi economica. Forte anche il viaggio africano che ha portato il Pontefice in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale, dove il Papa ha lanciato appelli per la giustizia sociale, la dignità dei poveri, la pace e la valorizzazione delle giovani generazioni.

Grande attenzione è stata riservata anche ai giovani, protagonisti del Giubileo della Speranza concluso da Leone XIV il 6 gennaio scorso. Oltre un milione di ragazzi provenienti da tutto il mondo hanno partecipato agli eventi giubilari di Tor Vergata, durante i quali il Pontefice ha invitato le nuove generazioni a costruire relazioni autentiche, superando superficialità e isolamento.

Nel corso dell’anno il Papa ha inoltre ribadito la necessità di custodire il Creato, promuovere il dialogo tra le religioni e rafforzare il cammino ecumenico, raccogliendo e rilanciando molte delle intuizioni pastorali del predecessore Papa Francesco. Non sono mancate le riforme nella Curia romana, con nuove nomine ai vertici dei Dicasteri e l’avvio di un processo di riforma finanziaria vaticana, oltre a una rinnovata attenzione verso i migranti, definiti dal Pontefice vittime di trattamenti «disumani» e di una cultura dello scarto sempre più diffusa. Tra i momenti più significativi del primo anno di pontificato anche la visita ad Assisi sulla tomba di San Francesco d’Assisi, il ritorno estivo a Castel Gandolfo e le numerose visite pastorali nelle diocesi italiane.

Anche noi de Il Cefalino ci sentiamo parte di questa pagina di storia della Chiesa. Eravamo presenti in Città del Vaticano durante le intense giornate del Conclave con il nostro direttore Giovanni Azzara, che ha seguito passo dopo passo i momenti che hanno portato all’elezione del Santo Padre: dalle fumate che hanno scandito l’attesa dei fedeli riuniti in Piazza San Pietro fino alla storica prima apparizione di Papa Leone XIV dalla Loggia delle Benedizioni. Un’esperienza vissuta con emozione, partecipazione e spirito ecclesiale, condividendo con la Chiesa universale la gioia dell’Habemus Papam e l’inizio di un nuovo capitolo del cammino della Chiesa.

Un primo anno che lascia già intravedere le linee guida del pontificato di Leone XIV: una Chiesa missionaria, vicina agli ultimi, impegnata nel dialogo e nella costruzione della pace, senza rinunciare alla propria identità evangelica.

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