Le festività natalizie tornano puntuali, con la loro magia e la voglia di riabbracciare la famiglia. Eppure, per migliaia di siciliani che vivono fuori dall’Isola per studio, lavoro o semplicemente per costruirsi un futuro altrove, questo periodo continua ad avere un retrogusto amaro: quello del caro-voli. Un problema antico, “vecchio” quanto attuale, che ogni anno si ripresenta con la stessa puntualità del calendario.
Anche per il Natale 2025 i prezzi dei biglietti per rientrare in Sicilia restano elevati. Le analisi sulle principali tratte tra Nord-Centro Italia e gli aeroporti di Palermo e Catania mostrano sì qualche lievissima flessione rispetto allo scorso anno, ma nulla che possa davvero considerarsi un sollievo. Tra 300, 400 e in alcuni casi quasi 500 euro per un andata e ritorno, tornare a casa continua a essere un lusso più che un diritto.
E questa penalizzazione pesa in modo particolare sui più giovani. Non solo su chi studia o lavora a Milano, Bologna o Roma, ma anche su tanti ragazzi del nostro territorio madonita che, per ragioni di formazione o occupazione, sono stati costretti a partire. Per molti di loro il viaggio verso casa diventa una scelta dolorosa: rinunciare o pagare cifre spropositate pur di festeggiare il Natale con i propri cari.
Le iniziative come il “Sicilia Express” o gli sconti per i residenti sono segnali incoraggianti, ma non sono probabilmente sufficienti. Il caro-voli resta una barriera pesante, una sorta di tassa affettiva che colpisce chi ha già fatto sacrifici per costruirsi un futuro lontano.
Finché non arriverà una soluzione strutturale, per tanti giovani siciliani – dai grandi centri fino ai centri madoniti – tornare a casa continuerà a costare troppo. E le feste, pur belle, continueranno a far sorridere solo a metà.









Lascia un commento