Nel 2025, il Venerabile Capitolo Lateranense, accogliendo la richiesta del Vescovo di Cefalù, S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante, ha concesso alla Cattedrale di Cefalù – che da tempo immemorabile si fregia del titolo di Basilica – l’affiliazione «con vincolo particolare» all’Arcibasilica del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista al Laterano, omnium Urbis et Orbis ecclesiarum mater et caput (madre e capo di tutte le chiese di Roma e del mondo).
Tale affiliazione sancisce uno speciale legame con la Cattedrale di Roma, sede del Papa, e comporta il privilegio di poter lucrare ogni anno l’indulgenza plenaria(1).
Come suggerito dallo stesso Capitolo Lateranense, questo legame viene ora reso manifesto ai fedeli attraverso i segni visibili propri di una basilica: l’ombrello e lo stemma basilicale.
L’ombrello o gonfalone basilicale a spicchi amaranto e rossi (tradizionalmente definiti gheroni), detto anche umbraculum o conopeum, trae origine dal cerimoniale pontificio e in origine accompagnava il Papa durante le processioni. La sua presenza è documentata già nel 1258 nel ciclo di affreschi dedicati a San Silvestro, all’interno dell’omonimo oratorio ai Santi Quattro Coronati a Roma.

L’umbraculum, il cui impiego liturgico fu poi regolamentato da Papa Pio V (1566-1572), è diventato uno dei simboli distintivi di tutte le basiliche, integrandosi nel loro arredo liturgico e nella tradizione araldica. Come simbolo di interregno fu utilizzato per la prima volta sulle monete coniate nel 1521, entrando così ufficialmente nello stemma della Sede Vacante; figura tuttora nello stemma del Cardinale Camerlengo, al quale spetta la gestione degli affari temporali della Santa Sede durante il periodo di vacanza della cattedra papale.
I suoi colori, storicamente legati a Roma, al suo Senato e al Popolo romano, hanno caratterizzato la bandiera dello Stato Pontificio fino al 1808, anno in cui Papa Pio VII decise di sostituire il rosso con il bianco per distinguere le truppe pontificie leali alla Santa Sede da quelle incorporate nell’esercito francese.
Nelle basiliche, l’ombrello trova posto a destra dell’altare, mantenuto semiaperto per simboleggiare l’attesa di una visita papale. Viene aperto completamente soltanto alla presenza del Pontefice, mentre viene interamente chiuso nel momento in cui il Papa muore o rinuncia al ministero petrino.
L’umbraculum della Basilica Cattedrale di Cefalù è stato confezionato in velluto dalla sartoria solidale“Tessere opportunità” di Caltavuturo, grazie al lavoro di Agnese Monteleone, Rosanna Muscarella e Maria Porretta, e con il contributo del falegname Filippo Graziano e del maestro d’arte Sandro Varzi. Sui pendenti sono stati ricamati, a mano e a macchina, gli stemmi di Papa Leone XIV, del Vescovo Marciante e della stessa Basilica Cattedrale.
L’ombrello basilicale trova quindi spazio anche nel nuovo stemma della Cattedrale di Cefalù, ideato dall’araldista Don Antonio Pompili, vicepresidente dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano e membro dell’Accademia Internazionale di Araldica, che ne ha curato anche la blasonatura e l’interpretazione teologica:
Blasone: D’azzurro, al pastorale d’oro intrecciato con una lettera latina maiuscola S dello stesso, e conficcato sul centrale di 5 monti affiancati d’argento, fondati sul mare fasciato ondato di 5 pezzi del campo e d’argento; al capo sostenuto da un filetto d’oro e caricato da un ombrello basilicale con l’asta attraversata dalle chiavi pontificie addossate e decussate e legate da un cordone svolazzante, il tutto d’argento(2). Lo scudo accollato all’ombrello basilicale astato e cimato da un pomo crocettato d’oro, e gheronato di 7 pezzi di rosso e d’oro, e alle chiavi pontificie addossate e decussate, quella in banda d’oro e quella in sbarra d’argento.
Spiegazione simbolico – teologica: La composizione araldica, richiama direttamente il titolare della Basilica Cattedrale di Cefalù, il Santissimo Salvatore. La lettera maiuscola S si trova con questo significato in alcuni antichi sigilli del Capitolo basilicale, insieme alla figura del pastorale, chiaro riferimento alla giurisdizione del Vescovo. Il campo è d’azzurro, colore che richiama il cielo al quale il Salvatore è asceso e dal quale sempre guida e protegge la sua Chiesa. Il pastorale, intrecciato con la lettera S, è conficcato nel monte centrale di una ideale catena di 5 cime che richiama le Madonie che, insieme al mare sul quale i monti sono fondati, segnano la vasta ricchezza naturale del territorio diocesano. Le montagne richiamano anche il monte della Trasfigurazione(3), evento celebrato liturgicamente il 6 agosto, festa patronale del Duomo e della Città di Cefalù. Il mare richiama anche le tempeste che la Chiesa attraversa nel corso della storia, sempre confidando – come nella leggendaria storia della fondazione della Cattedrale – nella salvezza che viene dal suo Signore. A completamento dello scudo un capo, dello stesso colore del campo principale e separato da esso per mezzo di un filetto d’oro, caricato di un emblema simile a agli ornamenti che si trovano all’esterno dello scudo basilicale. Ritroviamo infatti nel capo ombrello e chiavi, queste legate e il tutto d’argento, a richiamare l’affiliazione all’Arcibasilica Lateranense. Infatti la Cattedrale di Roma ha «come emblema proprio, comune a tutte le basiliche, l’ombrello pontificio (detto anche gonfalone basilicale o basilica) e le chiavi petrine»(4). È opportuno notare che non esistono norme precise circa la manifestazione araldica del privilegio del legame di una chiesa con la Cattedrale di Roma. Ma così come tale privilegio può essere manifestato attraverso l’uso di targhe e lapidi, è conveniente che, laddove si fa uso di uno stemma della chiesa insignita di esso, questo sia completato con un capo che richiami le insegne proprie dell’Arcibasilica Lateranense: l’ombrello e le chiavi e queste legate da un cordone, come nello stemma del Pontefice e negli stemmi delle istituzioni della Santa Sede, oltre che negli stemmi delle Basiliche papali(5). È auspicabile che questa nostra proposta possa essere seguita in futuro in altri casi simili.
Note
1 Cfr. Il Cefalino, Cefalù e Roma unite dal Santissimo Salvatore: la Cattedrale è ora chiesa affiliata all’Arcibasilica Lateranense, 7 agosto 2025.
2 Colori pantone: azzurro Blue 72; giallo (oro) 109C; grigio (argento) 4545C.
3 Cfr. Mt 17,1-8; Mc 9,2-8; Lc 9,28-3. A. Pompili «L’araldica dell’ Arcibasilica Lateranense. Una visita tra gli stemmi della Cattedrale di Roma in occasione dei 1700 anni dalla sua fondazione e alle soglie del 25° Giubileo ordinario», in Nobiltà. Rivista di Araldica, Genealogia, Ordini Cavallereschi, n.183 (2024), pp. 560-561.
5 Nella realizzazione degli ornamenti esterni negli stemmi di Basiliche minori invece il cordone andrebbe evitato, come giusta differenziazione, insieme a una meno elaborata fattura dell’ombrello. Cfr. A. Cordero Lanza di Montezemolo – A. Pompili, Manuale di araldica ecclesiastica nella Chiesa Cattolica, Città del Vaticano 2016°, pp. 63-64.
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