Un piccolo “pallino di luce” apparso nel cielo delle Madonie si è rivelato una scoperta di grande valore scientifico. Nelle notti del 21 e 22 agosto 2025, il telescopio a grande campo Wide-field Mufara Telescope (WMT), installato a Monte Mufara (1865 metri, Piano Battaglia), ha registrato la presenza di un oggetto celeste mai osservato prima. Inizialmente catalogato come WMT0001, è stato poi confermato ufficialmente dal Minor Planet Center (MPC) con la denominazione definitiva di 2025 QK3. È clamorosa poichè, l’ultima grande scoperta astronomica siciliana risale a ben 224 anni fa: era il 1801, quando a Palermo l’astronomo Giuseppe Piazzi individuò Cerere Ferdinandea, il primo asteroide mai scoperto tra le stelle, dedicato alla Sicilia e al suo sovrano Ferdinando III. Un corpo celeste imponente, il più grande della Fascia Principale tra Marte e Giove.

Si tratta di un asteroide estremamente veloce, seguito con pazienza e tenacia dagli studiosi per diverse ore – dalle 22:00 alle 3:00 del mattino – allo scopo di definire i parametri della sua orbita. La conferma internazionale è arrivata il 23 agosto, quando il MPC ha diffuso la circolare ufficiale MPEC 2025-Q106. L’asteroide 2025 QK3 si trova in una condizione particolarmente favorevole: è infatti in fase di avvicinamento alla Terra, con il massimo passaggio ravvicinato previsto tra la mezzanotte del 26 agosto e le 7:00 del 27 agosto 2025. Le sue caratteristiche lo rendono ancora più interessante per gli studiosi: descrive un’orbita intorno al Sole in 435 giorni (1,2 anni) ed è inclinato di 24 gradi rispetto al piano dell’eclittica, un’anomalia che lo differenzia nettamente dagli asteroidi della Fascia Principale.
Il prossimo incontro ravvicinato in condizioni simili avverrà soltanto il 26 agosto 2081, rendendo l’osservazione di questi giorni un evento irripetibile per questa generazione.Secondo le stime, l’asteroide ha un diametro compreso tra 30 e 60 metri, dimensioni paragonabili a quelle del corpo celeste protagonista dell’evento di Tunguska del 1908. Tuttavia, non vi è alcun rischio per la Terra: 2025 QK3 non è in rotta di collisione e non rientra tra gli oggetti potenzialmente pericolosi.
La scoperta porta la firma di un team multidisciplinare che testimonia l’importanza della sinergia tra istituzioni e ricercatori: Alessandro Nastasi e Sabrina Masiero, astrofisici della Fondazione GAL Hassin; Riccardo Furgoni, docente del Polo Universitario mantovano e collaboratore del programma di ricerca astrometrica del GAL Hassin; Alessio Squilloni e Francesco Cheli, fisici dell’Osservatorio Astronomico Beppe Forti di Montelupo Fiorentino. “È un importante contributo alla ricerca astrofisica italiana e mondiale nell’ambito di oggetti potenzialmente pericolosi – ha dichiarato Giuseppe Mogavero, Presidente dalla Fondazione GAL Hassin – era del tutto prevedibile, anzi, eravamo certi che le performance di uno straordinario strumento, il WMT, e la professionalità dei ricercatori avrebbero portato a risultati di eccellenza”. Profonda soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Isnello, l’avvocato Marcello Catanzaro che ha così affermato: “Un risultato eccezionale, che certifica la qualità della ricerca portata avanti, ogni giorno, dal Nostro Centro. Un risultato che deve caricarci di orgoglio e soddisfazione. Uno staff che funziona”.
Una scoperta che porta Isnello e il GAL Hassin al centro dell’attenzione internazionale, dimostrando ancora una volta come la ricerca astronomica possa valorizzare i territori e aprire nuove prospettive di conoscenza.
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