Nella sua determina il primo cittadino spiega che l’azzeramento e il ritiro delle deleghe si rendono necessari per una rivalutazione degli equilibri politici, nella prospettiva di un rilancio dell’azione amministrativa.
Un atto che non ha provocato una reazione durissima dall’assessore alla Cultura Riccardo Siragusa. Uomo di fiducia del compianto sindaco Antonio Mesi, con il quale aveva condiviso il progetto politico di Vivi Montemaggiore, Siragusa si sente messo all’angolo.
E scrive: «La situazione è grave ma non è seria. Ho appreso, senza stupore, dai messaggi di amici e dai social l’azzeramento della Giunta. Non ne sapevo nulla. Figurarsi, che t’aspettavi, una telefonata? Ma sapete sono un po’ all’antica, credo ancora nel rispetto, anche istituzionale. Ma vabbè che vai pensando, direte. Com’era quella di Don Abbondio? Ah già, il coraggio uno non se lo può dare. Magari anche il coraggio di evitare un così sofisticato camouflage e indicare chiaramente di chi ci si vuole sbarazzare ( il sottoscritto), e non perché rallenti l’azione amministrativa, a quella già ci pensano altri con i propri meriti, utilizzando un copia incolla di cynariana memoria, peraltro abbastanza recente. Sul piano politico non ricordo una così evidente ammissione del proprio fallimento dopo appena un anno da parte di un sindaco. Ma niente paura i nostri eroi torneranno ai loro posti, la macchina andrà spedita e il sole tornerà a splendere già da lunedì, magari con qualche innesto fantasioso, i miracoli alchemici sono dietro l’angolo. E noi, quelli che crediamo ancora in Vivi Montemaggiore ci rimboccheremo le maniche e lavoreremo per offrire nuovamente una speranza».
Fabio Lo Bono









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