La comunità ecclesiale di Cefalù ha dato questa mattina l’ultimo saluto a Mons. Paolo Iovino, sacerdote, studioso e maestro che ha dedicato la propria vita al servizio dell’Altare e allo studio delle Sacre Scritture. Le esequie sono state presiedute in Cattedrale da S.E.R. Monsignor Giuseppe Marciante, vescovo di Cefalù, che nell’omelia ha ricordato la profonda fede e la testimonianza del sacerdote.
Don Paolo, ha sottolineato il Vescovo, non considerava la Scrittura un semplice oggetto di studio, ma «il respiro quotidiano della propria anima». Co-fondatore della Facoltà Teologica di Sicilia e docente per decenni di Sacra Scrittura, con particolare attenzione al Nuovo Testamento, ha contribuito alla formazione di generazioni di sacerdoti, religiosi e laici.
Il suo studio teologico, soprattutto delle lettere di san Paolo, univa rigore esegetico e vita spirituale. Attraverso la lectio divina, la scrutatio e la contemplatio, don Paolo cercava nella Parola non soltanto conoscenza, ma un incontro capace di trasformare il cuore e orientare la vita. Una ricerca che si accompagnava alla preghiera, all’Eucaristia e alla cura delle relazioni, secondo una vocazione vissuta come quella di un «monaco nella città».
«La vita di don Paolo è stata un’armoniosa sintesi tra lo studioso, il sacerdote e il pastore», ha ricordato mons. Marciante. A racchiuderne il cammino, le parole di san Paolo nella Lettera ai Filippesi: «Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno». Una fede che, per don Paolo, non era un’ideologia, ma l’incontro con una Persona: Cristo risorto.
Foto in evidenza: Armando Geraci










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