In questi giorni di dolore, numerose sono state le testimonianze di affetto e di gratitudine per Andrea Riggio che, con il suo impegno e il suo sorriso, ha lasciato un segno nel cuore di tanti.
Un sentito messaggio di ringraziamento è stato rivolto alla comunità da don Rosario Giardina, parroco dell’Unità Pastorale Sinodale Blufi-Bompietro: «Desidero, – scrive – a nome mio personale, esprimere un sincero ringraziamento a tutta la comunità parrocchiale di Bompietro e alle altre comunità dell’Unità Pastorale Sinodale Blufi-Bompietro. Fin dal primo momento in cui si è diffusa la notizia del tragico evento, tutti, in vari modi, vi siete stretti attorno alla famiglia e alla comunità con affetto, vicinanza e preghiera. In modo spontaneo e corale abbiamo organizzato momenti di preghiera personali e comunitari, mentre gruppi, associazioni e tanti volontari del territorio hanno offerto il loro aiuto concreto e la loro preziosa collaborazione, testimoniando un grande spirito di comunione. Anche nella drammaticità di quanto stiamo vivendo, ieri siamo riusciti a dare una vera e bella testimonianza di fede: immersi nel dolore e nella fatica di accettare una tragedia così grande, insieme abbiamo professato la nostra speranza nel Crocifisso Risorto. È stata una testimonianza autentica di fede, di unità e di carità fraterna, che ci aiuta a camminare insieme anche nei momenti più difficili. Ringrazio tutti e ciascuno chiedendovi di continuare a camminare insieme come abbiamo fatto in questi giorni tristi e dolorosi per tutti noi. Di cuore vi abbraccio e benedico».
A ricordare Andrea è anche Francesca Fucà, presidente parrocchiale dell’Azione Cattolica di Bompietro e vicepresidente dell’Azione Cattolica diocesana, che ne traccia un ritratto fatto di entusiasmo, servizio e generosità: «Andrea, – dice al nostro giornale – fin da piccolo, dalla tenera età di 4 anni, è stato in Azione Cattolica e partecipava ai campi parrocchiali, senza timore, solo con grande gioia ed entusiasmo. Lo hanno sempre contraddistinto il senso di responsabilità e i valori trasmessi dalla sua famiglia che, attraverso lui, sono arrivati a noi: umiltà, bontà d’animo, ironia e rispetto per gli altri. Negli ultimi anni Andrea è diventato educatore nel settore ragazzi e frequentava gli incontri giovani. Andrea è stato energia, perché non stava mai fermo e voleva sempre fare qualcosa. Anche quando, a volte, diceva: “Ragazzi, forse domani non ci sono”, poi finiva sempre che si svincolava e partecipava, oppure arrivava con la divisa della Misericordia perché un attimo prima aveva concluso un servizio. Oltre a tutto, lo contraddistingueva l’affetto. Andrea abbracciava tutti e non aveva paura o timore, non si sentiva fragile nel far trasparire le sue emozioni o i suoi sentimenti e chiedeva spesso di essere abbracciato anche solo per il piacere di farlo in quel momento. Andrea era una presenza rumorosa e piacevole, un giovane come pochi ce ne sono, che si è davvero contraddistinto. Il suo ricordo vive come nuovo insegnamento per i nostri ragazzi, che sono certa porteranno con sé non solo nella vita associativa, ma nella vita di ogni giorno. Se tutti almeno facessimo l’1% di quello che Andrea ha fatto in 16 anni… tutto sarebbe diverso».








