Alte Madonie, la sfida di “Riabitare il Sud”: sette Comuni uniti contro lo spopolamento, ecco quali

Alte Madonie, la sfida di “Riabitare il Sud”: sette Comuni uniti contro lo spopolamento, ecco quali

La Fondazione con il Sud accende i riflettori sulle Alte Madonie. L’area montana del Palermitano è tra le quattro proposte ammesse alla seconda fase del bando “Riabitare il Sud – Sviluppo locale per la rigenerazione del Sud Italia”, iniziativa sperimentale che punta a contrastare lo spopolamento attraverso interventi di rigenerazione demografica e rivitalizzazione delle comunità.

Su 57 candidature complessive — capaci di coinvolgere 260 Comuni e 204 enti del Terzo Settore — sono quattro i territori selezionati che accederanno alla fase di progettazione esecutiva. Tra questi spicca l’area delle Alte Madonie, con un’alleanza che mette insieme sette piccoli Comuni per un totale di poco più di 19 mila abitanti: Petralia Soprana, Gangi, Polizzi Generosa, Petralia Sottana, Blufi, Geraci Siculo e Castellana Sicula. Un territorio coeso, con un Sistema di accoglienza e integrazione (SAI) attivo, che prova a trasformare una fragilità — il calo demografico — in occasione di rilancio.

Il bando mette a disposizione complessivamente 8 milioni di euro per quattro aree del Mezzogiorno, ciascuna composta da almeno tre Comuni confinanti e con una popolazione non superiore a 20 mila abitanti. Oltre alle Madonie, sono stati selezionati territori in Calabria (area della Locride), Campania (Cilento e Sannio).

«La risposta dei territori ci dà speranza e fiducia verso la volontà di creare alleanze pubblico-privato sociale per favorire la rigenerazione demografica e rendere attrattivi i territori», ha dichiarato Stefano Consiglio, presidente della Fondazione. Un passaggio che per le Alte Madonie suona come una sfida concreta: costruire prospettive per giovani e famiglie, favorire chi decide di restare, tornare o arrivare.

Si apre ora la seconda fase: in ciascuno dei quattro territori sarà attivato un gruppo di coordinamento territoriale per elaborare il progetto esecutivo, con approvazione prevista entro la fine del 2026. L’obiettivo è ambizioso, ma i numeri impongono di provarci: dal 2001 al 2023 il Mezzogiorno ha perso 730 mila residenti e, secondo le stime, nei prossimi decenni il calo potrebbe accentuarsi soprattutto tra i più giovani.

Per le Alte Madonie, dunque, non è soltanto un finanziamento: è un banco di prova. Un laboratorio di futuro nel cuore della Sicilia interna, dove la rigenerazione demografica passa dalla capacità di fare rete e di immaginare comunità nuovamente vive, accoglienti e generative.