Una piazza gremita e una comunità raccolta attorno a un nuovo segno di fede e di memoria. Ieri sera a Collesano, in Piazza Garibaldi, è stata benedetta la statua di San Pio da Pietrelcina, alla presenza del vescovo di Cefalù, S.E.R. Monsignor Giuseppe Marciante, dei parroci don Franco Mogavero e don Matteo Castiglione, del sindaco e dell’Amministrazione comunale, insieme a numerosi fedeli. Un momento significativo per la comunità collesanese, che ha accompagnato la benedizione con partecipazione e devozione.
La statua di San Pio porta con sé un significato che va oltre il valore artistico dell’opera. Nel corso della cerimonia, il vescovo Marciante ha ricordato come le immagini di San Pio vengano spesso collocate davanti agli ospedali, luoghi nei quali si incontrano sofferenza, cura e speranza.
Un richiamo particolarmente significativo per Collesano. Proprio nell’area oggi occupata dalla piazza sorgeva infatti, in passato, l’Ospedale di Collesano, luogo nel quale generazioni di cittadini hanno trovato assistenza e cura. A sottolineare il legame tra la memoria del passato e le prospettive future è stato anche il sindaco, ricordando come la stessa area sia destinata ad accogliere prossimamente nuovi servizi socio-sanitari. Un luogo che, in forme diverse, tornerà così a essere legato alla cura e all’attenzione verso la persona.
Particolarmente significativa è anche la storia dell’opera. La statua è stata infatti realizzata a partire dal grande cipresso che si trovava alle spalle del Municipio, abbattuto per ragioni di sicurezza. Da quel tronco è nata una nuova vita: il legno è stato trasformato nell’immagine di San Pio dall’artigiano Pasquale Mogavero, a partire da un’idea condivisa con il vicesindaco Daniele Carlino.
Un progetto nato dalla volontà di non disperdere completamente la memoria di quell’albero, trasformandone il legno in un’opera destinata a rimanere nel tempo. Il legno del cipresso infatti, è tradizionalmente utilizzato dagli artigiani anche per la realizzazione di immagini sacre.
Alla realizzazione hanno contribuito, insieme all’artigiano e a Carlino, anche Salvatore e Gianmario Lo Re, Carmelo Bartolone, Pasquale Lo Curto, Piero Mendolia, Filippo Dispenza e Salvo Camilleri, oltre a quanti hanno collaborato alla realizzazione dell’opera.


















Lascia un commento