È morto Enzo Bianchi, fondatore della Comunità monastica di Bose. Nato il 3 marzo 1943 a Castel Boglione, in provincia di Asti, Bianchi aveva 82 anni. Monaco, biblista e autore spirituale, è stato per decenni una figura di riferimento per numerose generazioni di credenti e per il mondo della cultura religiosa.
Nel 1965 diede avvio alla Comunità di Bose, sorta nell’omonima frazione del territorio di Magnano, in provincia di Biella. L’esperienza monastica, caratterizzata da una vocazione ecumenica, riuniva uomini e donne appartenenti a diverse confessioni cristiane.
Bianchi dedicò la propria vita alla preghiera, allo studio della Sacra Scrittura e al dialogo tra le Chiese. Fu autore di numerosi saggi e testi di spiritualità e promosse le Edizioni Qiqajon, casa editrice della Comunità di Bose specializzata in opere dedicate alla spiritualità, al monachesimo e alla tradizione cristiana.
Fu priore della Comunità di Bose dalla fondazione fino al 25 gennaio 2017, quando lasciò formalmente l’incarico. Gli succedette Luciano Manicardi, eletto priore dalla comunità.
Nel 2020 una visita apostolica disposta dalla Santa Sede esaminò la situazione interna della comunità. Al termine dell’indagine, il delegato pontificio stabilì che Bianchi, insieme ad alcuni altri membri, lasciasse Bose. La decisione fu comunicata nel maggio dello stesso anno e prevedeva il trasferimento in un’altra sede monastica.
Bianchi si trasferì successivamente a Cellole, nel territorio di Castel San Gimignano, in provincia di Siena, dove avviò una nuova esperienza di vita comunitaria conosciuta come Casa di San Girolamo.
Sempre vicino ai temi del rinnovamento ecclesiale avviato dal Concilio Vaticano II, Bianchi intervenne nel dibattito ecclesiale e culturale affrontando questioni legate alla fede, alla Scrittura, alla liturgia e alla vita della Chiesa.
Riconosciuto come uomo di preghiera e di dialogo, fece del confronto tra le confessioni cristiane e dell’attenzione al mondo contemporaneo alcuni tratti distintivi del proprio cammino. La sua voce rimase quella di un uomo profondamente legato alla ricerca spirituale e alla centralità del Vangelo.
Con la morte di Enzo Bianchi scompare una delle figure più significative del cattolicesimo italiano tra la seconda metà del Novecento e i primi decenni del nuovo millennio: un monaco che ha fatto della ricerca di Dio, dell’ascolto della Parola e del dialogo con l’uomo contemporaneo il centro della propria esperienza ecclesiale.









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