Un appello forte e unitario per fermare la lunga scia di incidenti che negli ultimi mesi ha segnato la SS113 Settentrionale Sicula. I sindaci di Cefalù, Lascari e Campofelice di Roccella – Daniele Tumminello, Franco Schittino e Giuseppe Di Maggio – hanno inviato una nota al Prefetto di Palermo, Massimo Mariani, e alla Struttura territoriale Anas Sicilia per segnalare la grave situazione di pericolo che interessa il tratto della strada statale compreso tra Buonfornello e Cefalù, chiedendo interventi immediati di messa in sicurezza.
Il tratto interessato rappresenta infatti una delle principali arterie di collegamento del territorio e registra un intenso traffico durante tutto l’anno, con un significativo incremento nei mesi estivi a seguito del ritorno di chi abita fuori e all’arrivo di migliaia di turisti. Proprio l’elevata percorrenza, unita alle criticità infrastrutturali e ai comportamenti imprudenti alla guida, ha contribuito a rendere questa strada tragico teatro di numerosi incidenti, alcuni dei quali con conseguenze purtroppo mortali.
Una situazione che, secondo i primi cittadini, richiede una strategia concreta e condivisa per garantire maggiore sicurezza agli automobilisti e agli utenti della strada.
Tra le richieste avanzate al Prefetto e ad Anas figurano: l’installazione di dissuasori e sistemi per il rallentamento della velocità, la posa di elementi strutturali per la separazione delle corsie di marcia, la realizzazione di rotatorie nei punti di maggiore criticità e l’installazione di autovelox per contrastare l’eccesso di velocità.
L’obiettivo è dunque quello ridurre il rischio di incidenti e restituire sicurezza a un’arteria fondamentale per il comprensorio, evitando che nuove tragedie possano continuare a segnare il territorio.
Sul tema era intervenuto nei giorni scorsi anche il Vescovo di Cefalù, S.E.R. Monsignor Giuseppe Marciante, che aveva espresso profonda preoccupazione dopo l’ultimo tragico incidente.
«La strada – aveva dichiarato a Il Cefalino – è una via di comunicazione, non è un circuito di corse. Troppi morti in pochi giorni. Bisogna intervenire con la velocità massima per porre fine a questo massacro. Sono morti che interrogano la coscienza di tutti, dagli automobilisti agli amministratori della cosa pubblica. Cosa si aspetta per intervenire? Quanti morti dobbiamo ancora contare? C’è un’omissione che diventa colpa, un concorso di colpa per ogni incidente. Esorto gli organi istituzionali responsabili del traffico ad agire tempestivamente: un giorno di ritardo è un morto in più». Il Vescovo aveva quindi espresso il proprio cordoglio per le vittime della strada e la vicinanza alle loro famiglie, rinnovando l’invito a un impegno comune per la tutela della vita umana.
La speranza di tutti, è che l’appello rivolto alle istituzioni competenti possa tradursi in tempi brevi in interventi concreti, affinché la SS113 possa tornare a essere una strada di collegamento e di sviluppo e non un luogo di dolore e di tragedia.








