Questa mattina, sul Lungomare Giardina di Cefalù, è stata inaugurata la prima giornata di “Sicily Food Vibes”, l’evento che celebra la Sicilia come Regione Europea della Gastronomia 2025. Dal 17 al 19 ottobre, la città normanna diventa il palcoscenico di sapori autentici, dove il profumo del mare si mescola a quello degli agrumi, del pane caldo e delle ricette di una terra che ha fatto della cucina un linguaggio universale.
Tra i momenti più attesi, l’intervento del vescovo di Cefalù, S.E.R. Monsignor Giuseppe Marciante che ha portato l’attenzione su valori fondamentali della cultura siciliana: la tradizione dei piatti tipici, la biodiversità del territorio, la lotta per la legalità e l’importanza delle aree interne della Sicilia. “Ogni qualvolta si celebra una festa religiosa, c’è sempre un momento da trascorrere insieme a tavola magari con un piatto tipico della cucina. Pensiamo alla festa del “Sabbaturi”, qui a Cefalù, durante la quale le famiglie preparano, la cosiddetta pasta a taianu”.
Il vescovo ha poi ricordato come la cucina rappresenti un patrimonio culturale e sociale: “Il giorno dei morti, per esempio, che noi celebriamo in Sicilia con grande solennità, ha i suoi dolci tipici. Certo, importiamo anche cose dall’estero, come Halloween, ma quelle non hanno nulla a che fare con la nostra cultura. La cosa importante è che per i morti esistono i dolci tradizionali: nella Sicilia occidentale in un modo, in quella orientale in un altro, ma la ricchezza è tanta”..
Particolare attenzione è stata dedicata alle aree interne e alle Madonie: “Cefalù in questa occasione diventa veramente la porta delle Madonie, perché qui sono stati portati tanti prodotti provenienti dai nostri paesi dell’entroterra che hanno bisogno di molta attenzione. Lo dico in particolare alla politica: lavoriamo per le aree interne, è fondamentale”. Marciante ha anche ricordato il ruolo delle cooperative che lavorano su terre sottratte alla mafia, dando lavoro e producendo prodotti autentici: “Vedete quanti valori e quante cose belle ruotano attorno alla tavola e al nostro territorio”.
Riflessioni anche sulla solidarietà e la povertà: “La sensibilità verso i poveri è essenziale. Gesù ha moltiplicato i pani; ha cambiato l’acqua in vino. Il Signore amava la mensa perché stare a tavola significa relazionarsi, creare rapporti, costruire solidarietà e amicizia”. Il vescovo ha sottolineato il valore della tradizione culinaria tramandata dagli anziani e dalle famiglie: “I veri maestri della nostra tavola sono i nostri nonni, gli anziani, e le mamme. Da loro possiamo riscoprire le ricette più belle della Sicilia. È straordinario pensare che molti cuochi hanno imparato proprio dalle nonne e dalle mamme; dai nostri antenati”.
Infine, il vescovo Giuseppe ha evidenziato il legame tra feste religiose, tavola e biodiversità: Il Signore è stato generoso con la Sicilia, regalandoci una biodiversità straordinaria, che qui è rappresentata e che simboleggia la ricchezza del nostro Paese”. “Sicily Food Vibes” propone un fitto calendario di showcooking, masterclass, laboratori, degustazioni e incontri, dove chef, pasticceri, produttori e istituzioni raccontano l’anima autentica della cucina siciliana: un intreccio di tradizione e innovazione che unisce territori e generazioni, celebrando la Sicilia non solo come terra di sapori, ma anche di valori, cultura e legalità.









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