Nasce oggi, dalla volontà di sessanta organizzazioni siciliane, il Movimento regionale per il diritto a restare, una grande coalizione che ha scelto di costruire insieme un nuovo futuro per la Sicilia. Il Movimento, presentato con la sottoscrizione del Patto x Restare e con l’elezione del primo organo di coordinamento, è il risultato di tre anni di lavoro condiviso tra realtà sociali, culturali, civiche e giovanili che ogni giorno, nei propri territori, si impegnano per generare diritti, opportunità e comunità.
Il tutto avviene in un momento complesso per l’isola: da un lato le nuove vicende giudiziarie che riportano la Sicilia alle cronache per dinamiche già condannate in passato; dall’altro il recente rapporto Migrantes, che conferma una fuga senza precedenti di giovani e laureati. Proprio in questa fase storica, le sessanta organizzazioni promotrici decidono di unire le forze per scrivere una nuova storia per l’intera regione.
«La Sicilia è a un bivio: tra il ritorno a logiche opache e la costruzione di un futuro possibile. Il Patto x Restare nasce dalla parte di chi sceglie il futuro.»
Secondo le organizzazioni firmatarie, le indagini su appalti truccati e il ritorno di logiche clientelari non sono che il sintomo di un problema più profondo: un sistema che negli anni ha alimentato spopolamento, precarietà e mancanza di prospettive. Da qui nasce l’esigenza di affermare con forza alcuni principi: non si può chiedere ai giovani di restare in una terra che non difende il loro futuro; il malaffare e la corruzione sono una causa diretta dello spopolamento; senza trasparenza, diritti e pari opportunità, restare non potrà mai essere una scelta libera. Il Patto chiarisce così che “restare” non è una condanna né una rinuncia, ma una scelta politica. E il Movimento non nasce contro qualcuno, ma contro le cause profonde che, da troppi anni, costringono tanti siciliani a partire.
Con la firma del Patto, l’assemblea delle organizzazioni aderenti ha eletto il primo Coordinamento del Movimento, composto da cinque membri: Francesco Riolo (25 anni, San Giovanni Gemini – Spazio Giovani Generazioni), Irene Fucà (30 anni, Agrigento – Local Impact APS), Federica Pollari (25 anni, Palermo – Scuola di Restanza e Futuro), Paola Galuffo (35 anni, Mazara del Vallo – Partecipazione politica) e Carmelo Traina (31 anni, Campobello di Licata – Centro Studi Giuseppe Gatì). Il Coordinamento guiderà l’agenda politica del 2026 e coordinerà i tavoli tematici in cui saranno sviluppate le proposte del Patto.
Durante l’assemblea è stato scelto anche il simbolo del Movimento: la carrubba, l’albero mediterraneo che rappresenta la storia e la forza della Sicilia, capace di resistere alle condizioni più difficili. Chiamata anche “pianta della sopravvivenza”, cresce dove altre piante non riescono a vivere, resiste alla siccità, produce frutto con pochissima acqua e vive per secoli. Per il Movimento la carrubba incarna la forza silenziosa delle comunità siciliane, la capacità di generare valore anche in contesti ostili, la tenacia di chi resta e di chi non si arrende, e l’idea che il futuro si costruisce mettendo radici, non consumando il territorio.
Come la carrubba, il Patto x Restare vuole affermare che la Sicilia possiede risorse profonde e vitali: serve soltanto un terreno politico e sociale capace di permettere loro di crescere.









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