Oltre 13 milioni di italiani vivono nelle aree interne, zone lontane da servizi essenziali come scuole, ospedali e trasporti. Questi territori, spesso montani o insulari, stanno affrontando un progressivo spopolamento: negli ultimi 10 anni hanno perso circa 700.000 abitanti. Secondo l’Istat, entro il 2034 l’82% dei Comuni di queste aree sarà in declino demografico, con punte fino al 92,6% nel Mezzogiorno.
Per contrastare questo fenomeno, il governo ha aggiornato la Strategia nazionale per le aree interne 2021-2027, stanziando 359 milioni di euro, più altri fondi regionali ed europei. L’obiettivo è favorire sviluppo economico, infrastrutturale e sociale, valorizzando le specificità locali. Ma senza un approccio “su misura”, avverte il piano, il rischio è che le risorse vengano sprecate e lo spopolamento continui.
Il documento riconosce che alcune aree potrebbero non riuscire a invertire la tendenza e propone per loro un “declino assistito”, sollevando critiche da enti locali e opposizioni. Il ministro per la Coesione, Tommaso Foti, ha difeso il piano, invitando a leggerlo nella sua interezza. Un segnale positivo arriva dall’Uncem: tra il 2019 e il 2023 circa 100.000 persone hanno scelto di trasferirsi in montagna, spinte anche dalla pandemia.
L’articolo di Marco Birolini sul quotidiano Avvenire riporta anche le parole dell’arcivescovo di Benevento, Mons. Felice Accrocca, che denuncia la miopia della politica, incapace di adottare visioni a lungo termine per mancanza di ritorni elettorali immediati. Accrocca sottolinea l’importanza di relazioni umane, fiscalità agevolata, ripartizione più equa delle risorse, e di un’inversione di prospettiva infrastrutturale: “Partire dai piccoli paesi, non dalle città”.
La Chiesa, secondo il prelato, può giocare un ruolo cruciale attraverso una pastorale mirata e il rilancio del turismo lento e religioso. Ma è fondamentale coinvolgere i giovani, oggi spesso costretti ad abbandonare i propri territori per mancanza di prospettive. “Devono tornare ad essere protagonisti”, avverte Accrocca, che auspica una vera alleanza tra istituzioni, Chiesa e comunità locali per dare un futuro ai borghi d’Italia.
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