In Francia, promuovere un film profondamente religioso nelle stazioni e nelle metropolitane può essere considerato “inappropriato”. A sperimentarlo sono stati Steven e Sabrina Gunnell, registi credenti del lungometraggio “Sacré-Coeur”, ora in circa 180 cinema. Il film è un docudramma che racconta le Apparizioni del Sacro Cuore di Gesù a Marguerite-Marie Alacoque nel XVII secolo, evento che ha aperto la diffusione mondiale di questa devozione, oggi celebrata anche da Papa Francesco nella sua enciclica Dilexit nos.
Nonostante la diffusione cinematografica, MediaTransports, ente che gestisce la pubblicità nei trasporti pubblici, ha rifiutato di promuovere il film per il suo carattere «confessionale», ritenuto incompatibile con la laicità. I registi e il distributore Hubert de Torcy contestano questa lettura, ricordando il valore storico del progetto e come molti film horror con riferimenti religiosi non abbiano mai incontrato ostacoli.
Il film alterna ricostruzioni storiche a testimonianze di fedeli, spesso giovani, mostrando la gioia di credere e la vitalità della devozione al Sacro Cuore nei santuari di Paray-le-Monial e Montmartre. La produzione è di Saje, unica casa francese dedicata a film religiosi, che ha già portato sullo schermo opere come Sacerdozio senza difficoltà pubblicitarie.
Il rifiuto di MediaTransports appare anche influenzato dal contesto politico-mediatico francese: il film è promosso dai media del miliardario credente Vincent Bolloré, spesso al centro di polemiche, creando sospetti di pregiudizi ideologici. Per i Gunnell, realizzare il film è stato un gesto di fede e di testimonianza, un modo per restituire l’amore ricevuto e affermare il diritto di esprimere liberamente la propria religiosità.








