Quella di ieri è stata, per l’intera nazione, una serata speciale. Un grande momento di sport che ci ha tenuti incollati davanti alla televisione fino a tarda notte, tra dirette e approfondimenti vari. Uno spettacolo capace di incantare: un caleidoscopio di colori, musiche, luci e immagini che ha regalato emozioni autentiche.
Ma più di tutto, a far inumidire gli occhi, sono stati alcuni passaggi prima e durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. C’è chi si è soffermato sul “gobbo” di Mariah Carey mentre cantava Nel blu dipinto di blu, letto in un curioso italo-inglese maccheronico. Altri su piccoli momenti andati virali sui social. Dettagli simpatici, certo. Ma il messaggio vero era un altro, molto più profondo.
Al centro di tutto, infatti, è emerso con forza il valore della pace, della tenerezza, della fratellanza universale. Perché lo sport non ha colore politico: chi sostiene il contrario non ha compreso fino in fondo ciò che lo sport rappresenta. È stato gioioso vedere mani che si stringono, volti diversi accomunati dalla stessa emozione. Nella competizione sana, vera, sincera, non c’è spazio per l’ipocrisia: lo sport è libertà, formazione, passione, amore. È uno dei mezzi di pace più potenti, capace di opporsi simbolicamente al sangue che continua a scorrere lungo le strade del mondo a causa delle ignobili guerre, strumenti di morte e non di vita.
In questa direzione si inseriscono anche le parole del Santo Padre, Papa Leone XIV, che ha inviato una lettera dedicata al valore dello sport, offrendo un focus sullo sviluppo della persona e sull’espressione dell’essere umano: «Pensare e attuare la pratica sportiva come strumento comunitario aperto e inclusivo è un compito decisivo. Lo sport può e deve essere spazio di accoglienza, capace di coinvolgere persone di diversa provenienza sociale, culturale e fisica. La gioia di essere insieme, che nasce dal gioco condiviso, dall’allenamento comune e dal sostegno reciproco, è una delle espressioni più semplici e più profonde di umanità riconciliata». Parole che rilanciano il valore dell’incontro e dell’accoglienza, oggi troppo spesso messi in discussione da strumentalizzazioni politiche.
La cerimonia ha poi raccontato un’Italia ricca di eccellenze artistiche, letterarie e musicali: da Leopardi a Rodari, da Rossini a Puccini e Verdi. Emozionante anche il dolcissimo spot con Valentino Rossi alla guida del tram e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, scendendo alla fermata “San Siro”, porge a dei bambini un peluche caduto accidentalmente. Un gesto semplice, tenero, quasi da nonno con i nipoti, prima dell’ingresso allo stadio per dare ufficialmente il via ai Giochi.
E poi un momento che ha riportato alla memoria di tutti quanti noi, quei favolosi anni 90 durante i quali, due grandi atleti ci hanno fatto emozionare con grandi vittorie e pagine sportive inegugagliabili: Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, ultimi tedofori ad accendere il braciere principale a Milano, mentre a Cortina Sofia Goggia accendeva il secondo, imprendibile campionessa dei record, sulla quale tanti (anche noi) ripongono speranze e sogni in occasione di questa olimpiade invernale tutta italiana. Ma non finisce qui. Milano Cortina 2026 sarà anche la 14a edizione dei Giochi Paralimpici Invernali e porterà con sé una novità: per la prima volta entrerà nel programma ufficiale una nuova disciplina a medaglia, il curling in carrozzina doppio misto. Grandi emozioni ci aspettano
Adesso si parte. I Giochi Olimpici sono pronti a regalarci grandi emozioni, gli azzurri daranno il massimo, e sappiamo che saranno in gradi di darci grandi emozioni. Ma, al di là delle medaglie, sarà lo sport a vincere su tutto, superando barriere e ostacoli. Per un mondo migliore. Per un futuro di pace.
Giovanni Azzara
FOTO IN EVIDENZA: CONI









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