Sarà Lampedusa ad accogliere Leone XIV il prossimo 4 luglio 2026. L’annuncio è stato dato dall’arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano, nel corso di una conferenza stampa convocata presso il Palazzo Vescovile di Agrigento per comunicare una notizia definita di “rilievo e motivo di profonda letizia per la Chiesa agrigentina”.
La visita del Pontefice all’isola simbolo delle migrazioni rappresenta un evento di grande valore spirituale e pastorale, non solo per l’arcidiocesi di Agrigento ma per l’intera Sicilia e per la Chiesa italiana. Lampedusa, frontiera del Mediterraneo e luogo segnato da sofferenze e speranze, tornerà così al centro dell’attenzione ecclesiale con la presenza del Santo Padre.
L’appuntamento del 4 luglio si inserisce nel calendario delle visite pastorali in Italia rese note dalla Prefettura della Casa Pontificia. Un programma intenso che vedrà il Papa toccare diverse realtà ecclesiali e sociali del Paese.
Il primo appuntamento sarà l’8 maggio: al mattino a Pompei per la Santa Messa e la Supplica alla Madonna, nel Santuario della Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, e nel pomeriggio a Napoli, in Cattedrale per l’incontro con il clero e i religiosi, quindi in Piazza Plebiscito per l’incontro con la cittadinanza.
Il 23 maggio il Pontefice sarà ad Acerra per incontrare i fedeli delle Terre dei Fuochi, mentre il 20 giugno farà tappa a Pavia. Il 4 luglio, come annunciato, sarà la volta di Lampedusa.
Il calendario proseguirà il 6 agosto a Santa Maria degli Angeli, ad Assisi, con l’incontro con i giovani riuniti nel Centenario del Transito di San Francesco e la celebrazione della Santa Messa. Il 22 agosto, infine, il Papa sarà a Rimini per il 47° Meeting per l’amicizia fra i popoli, dove incontrerà i partecipanti e celebrerà l’Eucaristia con i fedeli della diocesi.
L’annuncio della visita a Lampedusa assume un significato particolare in un tempo segnato da conflitti e migrazioni. L’isola, negli anni, è divenuta simbolo delle tragedie del mare ma anche della solidarietà e dell’accoglienza. La presenza del Papa, così come avvenne con Papa Francesco, si preannuncia come un gesto di vicinanza alle comunità locali, ai migranti e a quanti operano quotidianamente in prima linea.









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