La Chiesa è viva!
È viva perché è abitata da cuori giovani che battono forte, da occhi che brillano di sogni e da voci che cantano all’unisono una speranza antica e sempre nuova. Il Giubileo dei Giovani giunto ormai alla conclusione, lo ha dimostrato con una forza travolgente: oltre un milione di giovani provenienti da tutto il mondo – anche dalla nostra regione, dalla nostra provincia, dalla nostra diocesi – hanno pacificamente invaso Roma e il Vaticano, trascinando la città eterna in un turbinio di entusiasmo, gioia, fede.
È stato un evento che ha illuminato il cuore della Chiesa. Un’ondata di vita pura che ha riportato alla mente momenti storici come quel 19 agosto del 2000, quando San Giovanni Paolo II incontrò i giovani sempre a Tor Vergata. Nessuno voleva più andar via, quasi quasi neanche il Papa, sulle note di “Jesus Christ you are my life”, si cantava in tutte le lingue del mondo, testimoniando che l’unità è possibile, che la fraternità in Cristo è reale, concreta. Proprio allora, Wojtyła disse parole che oggi ritornano profetiche: “È Gesù che cercate quando sognate la felicità… È Lui che vi spinge a deporre le maschere… È Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere…”.
E la storia si è ripetuta in questi giorni. Nel 2025, un secolo dove certi valori sembrano quasi scomparsi, forse perchè vogliono farli scomparire per altri interessi, i giovani hanno risposto con un sì forte e coraggioso, come i loro cuori che non hanno vacillato alla chiamata. A chi pensa che la gioventù si stia allontanando dalla Chiesa, a chi crede che seguire Cristo sia qualcosa di superato, i giovani hanno risposto con la loro presenza, la loro preghiera, il loro entusiasmo, questa è la vera risposta a chi vuole “separare”. Hanno testimoniato che la fede non è un ricordo, ma una scelta che dà senso.
Papa Leone XIV ha parlato con loro, cuore a cuore: “Volete incontrare veramente il Signore Risorto? Ascoltate la sua Parola… cercate la giustizia… servite il povero… rimanete uniti a Gesù nell’Eucaristia”, e ha indicato una strada chiara: studiare, lavorare, amare secondo lo stile di Gesù: semplice, rivoluzionario, vero. In un mondo ferito da guerre, divisioni, ingiustizie, i giovani si sono alzati come veri “soldati di pace”. Hanno gridato con forza che vogliono un futuro senza violenza, senza prevaricazione, senza odio, vogliono costruire ponti, non muri, chiedono e vogliono pace. E la pace, quella vera, parte da cuori riconciliati e aperti all’altro: “Quanto ha bisogno il mondo di testimoni di giustizia e di pace!” – ha detto il Papa – “Quanto ha bisogno il futuro di uomini e donne che siano testimoni di speranza”.
Un’altra sfida che coinvolge i giovani è quella dei social e dei nuovi strumenti di comunicazione. Se usati bene, possono essere canali di bellezza e conoscenza. Ma se manipolati, diventano trappole. Papa Leone lo ha ricordato con parole chiare: “Oggi esistono algoritmi che ci dicono cosa guardare, cosa pensare e chi dovrebbero essere i nostri amici. Così le nostre relazioni diventano confuse, sospese, instabili”, servono vigilanza, coscienza, serve una Chiesa che accompagna, che forma, che cammina insieme. Stessa cosa dovrebbero fare i governi, ascoltare la voce dei giovani, i quali proporranno sicuramente azioni di cambiamento positivo, ripudiando la guerra, mettendo in campo azioni concrete per coloro che soffrono (oggi come mai a causa della guerra), e così anche per la nostra casa comune, la Terra, che ha tanto bisogno di aiuto.
E ora che il Giubileo si conclude… cosa succede? Si spegnerà la fiamma? Cala il sipario? Assolutamente no! Adesso viene la parte più bella e più vera: il cammino quotidiano, l’ascolto, la vicinanza, l’attenzione concreta ai giovani, comprendere perché tanti vogliono fuggire, perché alcuni portano rabbia e ferite. E soprattutto: non lasciarli soli. Mai.
Perché i giovani sono il presente, non solo il futuro, sono Chiesa, forza e vita, e Gesù – l’Amico fedele – non li lascia mai, cammina con loro e con noi: sempre.
Giovanni Azzara
FOTO in evidenza: Vatican News









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