Si è concluso, dopo anni di incertezze e tensioni, il contenzioso che vedeva coinvolta l’Opera Pia “IPAB” e due ex dipendenti. Grazie a un accordo transattivo e al contributo dell’Assessorato Regionale alla Famiglia, è stato possibile evitare il rischio di blocco dell’attività e salvaguardare la continuità della struttura, fondamentale per l’assistenza agli anziani del territorio. L’intesa ha permesso allo stesso tempo di sbloccare i fondi e chiudere definitivamente una vicenda che minacciava la sopravvivenza dell’Ente.
La comunicazione del presidente don Giuseppe Licciardi
Desidero informare la comunità locale della chiusura del contenzioso con le due ex dipendenti dell’IPAB. In data 25 ottobre u.s., il Giudice dell’esecuzione ha rigettato l’istanza di sospensione proposta dall’Ente nell’ambito del giudizio di opposizione avverso il decreto ingiuntivo proposto da una delle due ex dipendenti. Nella specie, il Giudice, non sposando la nostra linea difensiva, invero supportata da numerose pronunce della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato, ha negato la natura di Ente pubblico dell’Opera Pia, sostenendo l’applicabilità dell’art. 16 del d. lgs. 207/01, disciplina tuttavia non recepita dal legislatore regionale.
Pur non condividendo le determinazioni dell’Organo giudicante, al fine di scongiurare il rischio concreto di immediata chiusura dell’Ente e grazie al contributo dell’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, che ha destinato all’IPAB la somma di € 115.000,00 a titolo di contributo ex L.R. 71/1982, il CdA, con il prezioso ausilio dell’Avv. Michele Allegra, si è attivato allo scopo di trovare un’intesa stragiudiziale con le due ex dipendenti. Lunedì 3 novembre, a seguito della necessaria autorizzazione del predetto Organo, intervenuta con delibera n. 83 (pubblicato sull’Albo Pretorio dell’Ente), le parti hanno stipulato il succitato accordo transattivo, chiuso a € 121.285,76, concludendo l’annosa vicenda. In data 5 novembre, il Giudice dell’Esecuzione ha pertanto dichiarato l’estinzione delle procedure esecutive intraprese dalle due ex dipendenti, con conseguente sblocco dell’operatività del conto corrente dell’Ente.

Corre l’obbligo di manifestare sentimenti di gratitudine all’ex Capo di Gabinetto dell’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, Dott. Rosolino Greco, per l’ascolto e il sostegno ricevuto. In proposito, si rileva che l’Assessorato, con D.D.G. n. 3688 del 28 novembre 2025, considerate le gravi condizioni economiche in cui versa l’Ente, ha deliberato la corresponsione, per l’anno 2025, di un contributo straordinario di € 57.823,96, per le finalità di cui all’art. 1 della Legge Regionale n. 71/1982. Ancora, un sentito grazie va a S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante e alla Diocesi di Cefalù, che, sino alla data odierna, ha sostenuto le spese relative alle forniture, così da consentire il normale approvvigionamento dei beni essenziali per la Casa di riposo.
Una volta di più, ribadisco la mia riconoscenza agli operatori, al personale e ai collaboratori per la professionalità e l’impegno profuso in questa contingente fase di difficoltà. Auspico che, quanto prima, come peraltro già fatto nei mesi immediatamente successivi all’insediamento del C.d.A., riusciremo a saldare tutte le pendenze pregresse, rimettendoci al passo con il pagamento delle retribuzioni. Purtroppo deve darsi atto che questa Amministrazione ha ereditato una situazione debitoria drammatica. Nel corso dei lunghi periodi di commissariamento, l’IPAB ha subito un progressivo depauperamento del proprio patrimonio immobiliare. A ciò si aggiungono compensi e rimborsi spese, pari a oltre € 234.000,00, riconosciuti ai commissari e ai loro segretari dal 2017. In alcune annualità, i soli rimborsi spese hanno addirittura superato i compensi, per un ammontare complessivo di € 118,00 giornalieri.
Dopo mesi di verifiche e riscontri con l’Agenzia delle Entrate e l’INPS, si è riusciti a ricostruire l’attuale quadro debitorio complessivo, quantificando le passività effettive in € 1.664.093. Per quanto sopra, in data 20 ottobre, lo scrivente, con lettera prot. n. 956/2025, ha richiesto formalmente udienza al Presidente della Regione Sicilia, On. Renato Schifani. La strada verso il risanamento è lunga e tortuosa, ma sono certo che, con l’assistenza della Vergine Maria, che dall’atrio della struttura veglia sulla benemerita Istituzione, si riuscirà nell’intento. In ultimo, voglio rivolgere il mio pensiero ai nostri ospiti, che, in queste settimane, non hanno mai fatto mancare affetto e vicinanza, infondendoci il coraggio necessario a fronteggiare tutte le difficoltà.
Il Presidente
Don Giuseppe Licciardi









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