Opera Pia “Genchi Collotti”, il presidente don Giuseppe Licciardi: “dignità degli anziani resta la nostra priorità assoluta”

Opera Pia “Genchi Collotti”, il presidente don Giuseppe Licciardi: “dignità degli anziani resta la nostra priorità assoluta”

Un lavoro silenzioso ma intenso di risanamento, ottimizzazione della spesa e riqualificazione degli spazi, portato avanti negli ultimi mesi con dedizione e spirito di servizio. È questo il percorso tracciato dal nuovo Consiglio di Amministrazione dell’Opera Pia “Cav. Salvatore Genchi Collotti”, guidato dal Presidente don Giuseppe Licciardi, che da aprile ha avviato una profonda azione di rinnovamento all’interno dell’Ente. Un cammino che oggi si trova però a fare i conti con una nuova e pesante difficoltà: un pignoramento dei conti, frutto di un contenzioso avviato nel 2021, che rischia di compromettere la continuità dei servizi essenziali agli anziani ospiti della struttura.

«Per evitare che ciò accada – si legge nella nota dell’Ente – abbiamo chiesto la dichiarazione di impignorabilità delle somme necessarie al funzionamento dell’IPAB, perché destinate alla cura, all’assistenza e al sostentamento quotidiano di persone fragili, le cui esigenze non possono essere subordinate a interessi patrimoniali».

Il Presidente, nel fare il punto sulla situazione, ha voluto anche ringraziare il personale e i volontari che, con impegno e senso civico, stanno contribuendo a tenere in vita la Casa di riposo. Di seguito, l’intervista.

Don Giuseppe com’è andata l’udienza e quali decisioni ha preso il giudice?

Il Giudice, al termine dell’udienza, ha posto la causa in riserva. Attendiamo con fiducia la sua pronuncia.

Su quali punti si fondano le richieste avanzate dalla controparte?

La controparte chiede la corresponsione delle spettanze retributive maturate durante il periodo lavorativo svolto per l’Ente. Inoltre, contesta la natura pubblica dell’Opera Pia e, di conseguenza, l’applicabilità della delibera che sancisce l’impignorabilità delle somme necessarie al funzionamento della Casa di riposo, approvata lo scorso giugno.

Qual è stata invece la proposta dell’IPAB per cercare una soluzione condivisa?

Fin dal nostro insediamento, con l’assistenza dell’Avv. Michele Allegra, abbiamo tentato di raggiungere un accordo bonario con le ex lavoratrici. La nostra proposta prevedeva una rateizzazione delle somme dovute, escludendo interessi e rivalutazione, con la rinuncia contestuale all’atto di appello. Purtroppo, tali proposte non sono state accettate: la controparte ha sempre richiesto l’immediato pagamento dell’intero credito, una richiesta purtroppo incompatibile con la situazione economica dell’Ente.

Quali sarebbero le conseguenze concrete in caso di blocco delle somme?

Sarebbero conseguenze drammatiche, in primo luogo per gli anziani ospiti, ai quali va il nostro pensiero costante. La salute e il sostentamento degli utenti sarebbero a rischio, poiché non potremmo garantire le forniture e i beni essenziali. Questo comporterebbe, inevitabilmente, il trasferimento degli anziani in altre strutture. Inoltre, i 14 dipendenti dell’IPAB, che ogni giorno lavorano con dedizione e professionalità nonostante le difficoltà, si troverebbero senza retribuzione e senza certezze occupazionali. La chiusura della struttura avrebbe un impatto devastante anche sull’economia locale.

Lei ha dichiarato che le attuali difficoltà derivano dalle gestioni commissariali del passato. Cosa intende?

Pur comprendendo le ragioni della controparte, è necessario ricordare che le problematiche attuali sono il risultato di anni di gestioni commissariali che hanno gravemente compromesso l’equilibrio economico e amministrativo dell’Ente. Siamo fiduciosi che il Giudice terrà conto della prioritaria esigenza di tutelare la salute e la dignità dei nostri ospiti, riconoscendo la natura pubblica dell’IPAB, come già stabilito dalla Corte Costituzionale, dal Consiglio di Stato e dalla Declaratoria dell’Assessorato degli Enti Locali del 1987.
Se, nonostante gli sforzi profusi, dovessimo assistere a un esito negativo, ciascun responsabile dovrà assumersi le proprie responsabilità davanti alla giustizia.

Dal suo insediamento, il nuovo Consiglio di Amministrazione ha avviato una profonda azione di risanamento grazie al contributo volontario di professionisti e cittadini. Don Licciardi ha voluto esprimere la propria gratitudine «alla Segreteria, al personale amministrativo, all’assistente sociale, agli OSS, all’infermiere, alle cuoche e all’inserviente che, con straordinario senso di responsabilità e dedizione, continuano a prestare servizio anche in assenza temporanea di retribuzione». E ha così concluso: «Ai nostri anziani, che con il loro sorriso e la loro serenità continuano a infonderci forza e fiducia, va il mio più sincero ringraziamento. La loro dignità resta la nostra priorità assoluta».