Carissime lettrici, carissimi lettori,
è passato poco più di un anno dalla nascita di questo giornale diocesano, fortemente voluto dal nostro vescovo S.E.R. Monsignor Giuseppe Marciante. Una intuizione importante, nata con l’obiettivo di raccontare quanto avviene nella nostra Diocesi e di osservare con uno sguardo nuovo la vita dei nostri territori.
Non è stato facile affrontare e raccontare alcuni avvenimenti: la piaga della droga che affligge Palermo e la provincia, la perdita prematura di giovani vite, la distruzione dei boschi a causa di incendi e alluvioni, le malattie silenziose che colpiscono tante persone, così come le invidie, le presunzioni e il livore che ancora oggi segnano la vita di molti. Ma, per fortuna, le tenebre non prevarranno.
Abbiamo avuto la gioia di raccontare storie bellissime: giovani che scelgono di restare e investire nella propria terra, attività formative che illuminano menti di giovani, anziani e ammalati, volontari e operatori impegnati quotidianamente per il bene comune, forze dell’ordine e vigili del fuoco che garantiscono sicurezza così come al personale del soccorso alpino siciliano, iniziative caritative che portano sollievo a chi soffre. Abbiamo raccontato i momenti religiosi più importanti, anche attraverso dirette streaming, fotografie e reportage realizzati dai nostri collaboratori, amici e colleghi, ognuno per quello che può, tutti impegnati a sostenere questo progetto diocesano che si chiama Il Cefalino. Ed è grazie a tutti voi, se il nostro giornale ha raggiunto oltre 6 milioni di visualizzazioni, un record che abbiamo raggiunto tutti assieme. Per tal motivo continueremo a lavorare, e per chi vorrà, le porte del giornale saranno sempre aperte, perchè diceva bene il Beato Giuseppe Puglisi: “se ognuno fa qualcosa, insieme possiamo fare tanto”.
Il nostro giornale vuole essere uno strumento al servizio di chi desidera costruire il bene, donare speranza e amore. Come ricordava il Santo Padre Leone XIV: “Non serve una comunicazione fragorosa, muscolare, ma capace di ascolto, di raccogliere la voce dei deboli che non hanno voce. Disarmiamo le parole e contribuiremo a disarmare la Terra”. È questo lo spirito con cui vogliamo narrare i conflitti e le speranze di pace, le situazioni di ingiustizia e di povertà, e il lavoro silenzioso di tanti per un mondo migliore. Perchè noi ci crediamo, veramente!
E allora, senza retoriche sterili, cessino i conflitti, si ascolti la voce di chi implora la pace, si creino politiche concrete per combattere lo spopolamento delle aree interne, veri luoghi di vita e di dignità, dove rispettare storia, identità e persone. Lo ha ricordato anche il nostro vescovo durante la festa di San Francesco d’Assisi: “In un mondo attraversato da conflitti e violenze, siamo chiamati a diventare artigiani di pace, a partire dalle nostre famiglie, dalle comunità, dagli ambienti di vita. La pace non nasce dai grandi accordi, ma dai piccoli gesti quotidiani di amore, perdono e fraternità. L’umiltà non è debolezza, la fede non è illusione, la pace non è utopia. Sono le strade concrete per costruire un mondo nuovo, più umano e più evangelico”.
A voi tutti, lettrici, lettori, amici e non, giunga il nostro più sincero e affettuoso augurio di un Santo Natale. Cristo è venuto per portare pace, e noi vogliamo e crediamo in questa pace, lavorando ogni giorno per costruirla, partendo dal nostro piccolo, senza lasciare indietro nessuno.
Con affetto,
Giovanni Azzara
Direttore de Il Cefalino









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