Domenica 21 settembre, a Caltavuturo, è tornato Mons. Santi Di Gangi, già parroco del paese negli anni Ottanta, conosciuto da tutti semplicemente come padre Santino. Questa volta non come pastore, ma come autore del volume appena edito dalla casa editrice Arianna: Mariano Campo. Il prete che interrogò Kant.
I saluti istituzionali
La maestra Pia Li Puma, in qualità di assessore alla Cultura, ha portato i saluti del sindaco, sottolineando come questo libro contribuisca a mantenere viva nella cittadinanza la memoria di un illustre concittadino. «Il nome di Mariano Campo – ha affermato – è destinato a viaggiare ovunque si parli di filosofia, portando con sé anche quello di Caltavuturo». Per l’assessore, il ricordo di Campo si intreccia con quello personale e familiare, ricordando il tono affettuoso con cui la nonna parlava del sacerdote-filosofo.
La testimonianza della scuola
Il prof. Salvo Vento, dirigente scolastico, ha salutato i presenti con commozione e orgoglio, ricordando che la scuola primaria da lui diretta porta proprio il nome di Mons. Campo, definito sulla lapide d’ingresso «luminoso esempio per le generazioni future». Vento ha ripercorso i tratti essenziali della biografia del presbitero, sottolineandone virtù umane e cristiane. Soffermandosi sulle pagine del libro dedicate a un convegno sulla cibernetica, ha evidenziato la capacità di Campo di anticipare i tempi prevedendo la tensione tra uomo e macchina. «È stato un uomo ricco di valori – humanitas e caritas – riconosciuti ufficialmente e tali da aprire un possibile iter di canonizzazione, prospettiva fortemente sostenuta dal nostro vescovo mons. Giuseppe Marciante». In quest’ottica rientra anche il progetto didattico di nuove unità di apprendimento sulla vita e gli scritti di Mons. Campo.
L’amicizia e la memoria
Luigi Romana ha ricordato con tono vivace che Mariano Campo ebbe due grandi amici: «uno da vivo e uno da morto». Da vivo, mons. Mariano Caldarella, che lo sostenne durante gli anni di formazione a Milano e in Germania; da morto, mons. Santi Di Gangi, che per quasi mezzo secolo ne ha custodito e promosso la memoria. «Il libro – ha affermato – è la testimonianza tangibile di questa straordinaria amicizia».
Romana ha ricordato anche i dieci anni di ministero di padre Santino a Caltavuturo: un periodo intenso, segnato dal rinnovamento artistico della Chiesa Madre e dall’esperienza di fraternità presbiterale con don Vincenzo Di Paola e p. Lorenzo Marzullo. Ora, con questo volume, mons. Di Gangi dona alla comunità un testo accessibile, capace di far emergere tanto la spiritualità quanto l’impegno culturale di Mariano Campo.
Le parole della commissione storica
La prof.ssa Maria Antonietta Spinosa, presidente della commissione storica per l’avvio del processo di canonizzazione, ha ringraziato mons. Di Gangi per averle fatto conoscere la figura di Campo. Ha ricordato le attività da lei curate negli anni: la catalogazione dei libri della biblioteca personale di Campo, le “Letture Campiane” e la riedizione dell’opera principale, La genesi del criticismo kantiano (1953), recentemente ripubblicata dalla Morcelliana in occasione del quarto centenario della morte di Kant.
«Il volume – ha detto – è ben costruito: una biografia che intreccia eventi e giudizi di stima provenienti da diversi ambiti culturali ed ecclesiali. Ma è anche un viaggio nell’interiorità di Campo, arricchito da citazioni tratte dai suoi scritti e completato da interventi significativi e da un’appendice fotografica».
Concludendo, la prof.ssa Spinosa ha evocato un’immagine potente: l’opera El Castillo di Jorge Méndez Blake, che mostra un libro capace di aprire una breccia in un muro. «Così questo volume abbatte il muro del tempo che ci separa da Campo, restituendolo alla comunità che lo ha generato e che oggi può rigenerarsi nella sua eredità».
Gli interventi finali
Il prof. Pietro Attinasi ha messo in luce la vasta cultura e l’umiltà di mons. Di Gangi, sottolineando l’impulso dato dall’attuale vescovo di Cefalù alla valorizzazione di Mariano Campo. Ha auspicato inoltre nuove pubblicazioni, ricordando la mole di appunti inediti custoditi nella biblioteca del sacerdote-filosofo. Infine, ha preso la parola mons. Di Gangi, autore del volume, che ha raccontato la sua amicizia personale con Campo come «un dono della Provvidenza». Ha confidato ai suoi ex parrocchiani la convinzione che dedicare gli anni della vecchiaia alla memoria di Mariano Campo faccia parte di un disegno provvidenziale. L’incontro si è concluso in un clima di gratitudine e affetto, confermando come la figura di Mons. Mariano Campo continui a ispirare e ad alimentare la vita culturale e spirituale di Caltavuturo.
Luigi Romana









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