Come di consueto, anche in questo 2026, il nostro Vescovo S.E.R. monsignor Giuseppe Marciante ha celebrato la Santa Messa interforze in preparazione alla Santa Pasqua in Cattedrale a Cefalù, accompagnato da don Salvatore Falzone, cappellano militare della Sicilia occidentale.
Nell’omelia, il Vescovo ha sottolineato l’importanza del comandamento dell’amore: «Ama il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze, e il tuo prossimo come te stesso». Un principio che, secondo Marciante, rappresenta il fondamento della vita cristiana e della convivenza sociale, e che oggi trova un’urgenza particolare nel promuovere la pace.
Rivolgendosi ai militari presenti, il Vescovo ha ricordato le parole di Papa Leone e di San Giovanni Paolo II: il servizio militare, se ispirato dal Vangelo, diventa un vero atto d’amore e vicinanza verso chi vive nelle fragilità e nei contesti di conflitto. «Difendere i deboli, tutelare la convivenza pacifica e operare nelle missioni internazionali per custodire la pace – ha affermato – non è solo professione, ma vocazione».
Il Vescovo ha quindi insistito sulla necessità di «delegittimare la violenza, superare l’inimicizia e rifiutare la guerra», indicando come esempi concreti la convivenza pacifica di Neve Shalom e gli accordi di pace tra Israele e Palestina. La vera pace, ha ricordato, si costruisce con la conversione personale e culturale, attraverso la non violenza attiva e la cura della dignità di ogni persona.
L’omelia si è conclusa con un pensiero ai martiri della pace, tra cui Padre Pier Array, cappellano regionale della Caritas del Libano, ucciso mentre soccorreva i parrocchiani colpiti dalle bombe: «Preghiamo il Signore – ha detto Marciante – affinché cresca sempre di più la cultura della pace, portata con dedizione anche dai nostri militari».








