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Madonie, tre scoperte in una notte: il GAL Hassin cambia strategia della ricerca astronomica

Madonie, tre scoperte in una notte: il GAL Hassin cambia strategia della ricerca astronomica

Il Wide-field Mufara Telescope (WMT) dell’Osservatorio GAL Hassin, a Piano Battaglia sulle Madonie, ha messo a segno una straordinaria triplice scoperta in una sola notte: un nuovo asteroide Near-Earth, denominato 2025 VA3, un probabile asteroide Mars-crosser (WMT0004, in attesa di conferma) e un detrito spaziale di appena 22 centimetri individuato a circa 50.000 chilometri dalla Terra (WMT0005).

A meno di tre mesi dalla precedente scoperta dell’asteroide 2025 QK3, il team guidato da Alessandro Nastasi e Riccardo Furgoni ha adottato una strategia osservativa completamente nuova, rivelatasi immediatamente vincente. L’idea è stata quella di puntare a un’area di “cielo fresco”, non sondato dalle grandi survey internazionali nei giorni precedenti, e di integrare tecniche di analisi avanzate: synthetic tracking, per identificare oggetti molto deboli; intelligenza artificiale con reti neurali, per riconoscere oggetti luminosi e molto veloci. Questo approccio ha permesso al WMT di intercettare contemporaneamente oggetti con caratteristiche diverse per luminosità e velocità, ampliando il raggio d’azione della ricerca fino oltre l’orbita di Marte.

L’asteroide 2025 VA3, di circa 25 metri – dimensioni simili al meteoroide di Čeljabinsk – appartiene alla famiglia degli Apollo e al momento della scoperta si trovava a 4,2 milioni di chilometri dalla Terra, muovendosi a oltre 20 km/s. Sarà nuovamente visibile in circostanze simili nel 2075. Il secondo oggetto, WMT0004, è in fase di follow-up e potrebbe essere classificato come Mars-crosser. Il terzo, WMT0005, si è rivelato un detrito spaziale estremamente leggero, probabilmente un “empty trash bag object”, un frammento in materiale plastico spinto dalla pressione della radiazione solare.

Questa seconda scoperta di un Near-Earth in soli tre mesi – un risultato che in Italia mancava da circa vent’anni – conferma un cambio di paradigma nella ricerca astronomica nazionale. “È il frutto di un protocollo innovativo che ottimizza tempi e analisi e che potrebbe rivoluzionare la capacità di scoprire nuovi oggetti”, sottolinea Furgoni. Per la Fondazione GAL Hassin, guidata da Giuseppe Mogavero, si tratta della conferma della missione originaria: unire competenze, strumenti e ricerca d’eccellenza per produrre risultati di livello internazionale e condividerli con il pubblico.
“La conoscenza va diffusa, non chiusa nei laboratori – ricorda l’astrofisica Sabrina Masiero – perché comunicare la scienza significa coinvolgere, emozionare e creare comunità”.

Il WMT, definito “versatile e veloce”, si afferma così come uno degli strumenti più promettenti d’Europa per lo studio di asteroidi, comete e detriti spaziali. E il GAL Hassin guarda già avanti: tra le ambizioni future c’è la possibilità di contribuire alla ricerca sulle controparti ottiche delle onde gravitazionali, una delle frontiere più avanzate dell’astrofisica contemporanea.

Una sfida che, nelle Madonie, è appena iniziata.

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