La Sicilia ha bisogno di speranza concreta e di un impegno condiviso. È questo lo spirito che ha animato la giornata di lavori “Partecipazione e corresponsabilità per dare speranza alle emergenze della Sicilia”, svoltasi a Catania sabato 29 novembre. L’iniziativa, in sintonia con le Settimane sociali di Trieste e promossa dall’Ufficio regionale per i Problemi sociali e il Lavoro della Conferenza episcopale siciliana insieme all’Osservatorio giuridico-legislativo della CESi, al Laboratorio socio-politico e alla Consulta delle Aggregazioni Laicali, ha riunito mondo ecclesiale, istituzioni, sindacati e realtà sociali per costruire percorsi comuni di rinnovamento.
Al centro del dibattito alcune delle emergenze più urgenti dell’Isola. Mons. Giuseppe Marciante, vescovo di Cefalù e delegato CESi per i Problemi sociali e il Lavoro, ha richiamato con forza tre priorità fondamentali: il tema del lavoro, l’emergenza idrica e lo spopolamento delle aree interne, sottolineando la necessità di un impegno responsabile e condiviso.
La giornata, caratterizzata da un metodo sinodale e partecipativo, ha dato voce a esperti, tecnici, amministratori e cittadini, in un confronto schietto e aperto. Come ha ricordato mons. Luigi Renna, arcivescovo di Catania e Presidente del Comitato scientifico delle Settimane sociali, la democrazia partecipativa rappresenta oggi una via indispensabile per affrontare la complessità del presente. E mons. Salvatore Rumeo, vescovo di Noto e delegato CESi per il Laicato, ha richiamato il valore di una visione che tiene insieme libertà, responsabilità, pluralismo e solidarietà.
Le tre “piazze tematiche” hanno permesso di entrare nel merito delle criticità più rilevanti: la sicurezza e la dignità del lavoro, la fuga dai piccoli comuni e la necessità di creare sviluppo nelle aree interne, la gestione dell’acqua e l’urgenza di fronteggiare la siccità. Temi cruciali per il futuro dell’Isola, affrontati con l’obiettivo di individuare soluzioni attuabili e condivise.
Nel pomeriggio, una tavola rotonda su “Povertà educativa, giovani, violenza e periferie” ha ribadito come la crescita sociale passi inevitabilmente dall’investimento sulle nuove generazioni e sulla coesione delle comunità.
I lavori si sono chiusi con l’invito a proseguire con determinazione il cammino avviato. Come ha ricordato Luisa Capitummino, direttrice dell’Ufficio per i Problemi sociali e il Lavoro della CESi, è indispensabile “tradurre l’analisi e il confronto in un’azione concreta, rafforzando il tessuto sociale e promuovendo un autentico sviluppo umano, solidale e sostenibile per la Sicilia”.









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