La posizione di Madrid è netta: no a un’ulteriore escalation militare in Medio Oriente. Il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez, intervenendo dal Palazzo della Moncloa, ha ribadito che la Spagna non intende avallare un allargamento del conflitto e ha richiamato con forza il rispetto della legalità internazionale come unico terreno su cui costruire la pace.
Le tensioni si sono acuite dopo le pressioni dell’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump, che ha criticato Madrid per il rifiuto di autorizzare l’uso di basi congiunte in territorio spagnolo nell’ambito delle operazioni contro l’Iran. Sánchez ha sottolineato come le grandi guerre spesso nascano da una concatenazione di errori, calcoli sbagliati e decisioni impulsive, invitando le potenze coinvolte a fermare immediatamente le ostilità e a riaprire il canale del dialogo.
Nel suo intervento, il premier ha richiamato la lezione della guerra in Iraq del 2003, ricordando come quell’intervento abbia prodotto instabilità e nuove tensioni globali, anziché maggiore sicurezza. Anche l’attuale crisi, ha osservato, difficilmente potrà generare un ordine internazionale più giusto o condizioni di vita migliori per i cittadini. Da qui l’invito a non utilizzare la guerra come strumento politico o come diversivo rispetto alle difficoltà interne.
Sulla stessa linea si è espresso il primo ministro britannico Keir Starmer, che ha escluso il coinvolgimento diretto del Regno Unito negli attacchi, affermando che Londra ha imparato dalle scelte del passato e che la priorità resta la tutela delle vite civili e la ricerca di pace, giustizia e sicurezza nella regione.
Nel frattempo, sul piano europeo, non sono mancate frizioni diplomatiche. Il ministro degli Esteri spagnolo ha manifestato sorpresa per alcune dichiarazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz, in merito alla spesa militare e al ruolo della Spagna nell’Alleanza Atlantica.
In un contesto internazionale segnato da instabilità e tensioni crescenti, Madrid ribadisce dunque una linea chiara: evitare un allargamento del conflitto e puntare con decisione su diplomazia e soluzioni politiche, per scongiurare un nuovo ciclo di insicurezza globale.









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