Lo scorso luglio 2025 il film dedicato a Biagio Conte era stato escluso dai finanziamenti regionali, una decisione che aveva profondamente rammaricato la Missione Speranza e Carità da lui fondata, ma anche i tanti fedeli, amici e ospiti che lo hanno conosciuto e guardato nei suoi occhi profondi. E, obiettivamente, non si può non riconoscere come Biagio sia stato – e continui a essere – il volto più autentico e luminoso di Palermo e della Sicilia, testimone di fede, di servizio e di umanità.
Ieri, all’Assemblea Regionale Siciliana durante la seduta per la manovra quater, la politica (di tutti gli schieramenti) sembra aver nuovamente voltato le spalle al missionario laico. Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha telefonato a don Pino Vitrano esprimendo il proprio “rammarico per la bocciatura del film su Biagio Conte”. Parole che, tuttavia, non cancellano la delusione di chi si aspettava un segnale concreto di riconoscimento verso una figura che ha dato tanto alla comunità e ai più poveri.
E allora una domanda sorge spontanea: se persino la Sicilia dimentica un figlio così illustre, quale sarà il prossimo passo? Intanto, Biagio continua a vivere ogni giorno nei gesti e nei volti dei tanti volontari che portano avanti la sua missione, tra opere di carità e impegno silenzioso.
Scusaci, Biagio. Forse non abbiamo ancora imparato nulla da te.









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