Si è svolta questa mattina, alle ore 12.00, la cerimonia di posa in opera di due alberi, un Abies Nebrodendis e un Frassino da manna, simbolo identitario dell’area madonita e testimonianza di una tradizione agricola unica al mondo. L’iniziativa, accolta con grande interesse dallo Stato della Città del Vaticano, rappresenta un momento di significativa valorizzazione culturale e ambientale per il territorio siciliano.
La scelta del luogo, all’interno dei Giardini Vaticani, è stata individuata dallo stesso servizio dei giardinieri vaticani, che ha voluto destinare un’area adeguata a ospitare gli esemplari e garantirne la cura nei prossimi anni. Un gesto che non solo sottolinea l’attenzione verso la biodiversità mediterranea, ma rinnova anche il legame tra la Santa Sede e la tradizione della manna, riconosciuta come patrimonio storico, agricolo e antropologico delle Madonie.
A guidare la Delegazione è stato Mons. Giuseppe Marciante, Vescovo di Cefalù, insieme al prof. Rosario Schicchi, Direttore dell’Orto Botanico di Palermo, figura scientifica di riferimento per la tutela e la diffusione delle specie frassinee tipiche del territorio. Una giornata vissuta sicuramente nel solco nell’enciclica di Papa Francesco, la “Laudato Si”. In tal senso, il vescovo Giuseppe ha voluto sottolineare l’importanza della manna che assume un significato di condivisione. “Ringraziamo il Signore per questa giornata, – ha detto il vescovo – perché rilanci anche il nostro territorio, perché giovani possano assorbire queste tradizioni e continuarle nel tempo, specialmente per le nuove generazioni. E sono contento che questa volta qui a rappresentare questo interesse per la coltivazione della manna sia un giovane. E questa è una cosa molto bella. Ma è un giovane con una immigrazione al contrario, perché lui dal nord è venuto al sud. I nostri giovani lasciano il sud per andare al nord, quindi il contrario. Allora questo è un segno di speranza, secondo me, e di testimonianza anche per altri giovani, perché valorizzano i beni che abbiamo nel nostro territorio a tutti i livelli”. Il vescovo ha sempre attenzionatoil problema dell’emigrazione giovanile, spronando le istituzioni a fornire servizi e opportunità per alimentare la “restanza”.
Presenti alla cerimonia anche rappresentanti delle istituzioni civili e del mondo culturale e produttivo delle Madonie che hanno voluto fortemente questo momento. La delegazione siciliana era composta da Mons. Giuseppe Marciante, vescovo di Cefalù e segretario; Prof. Rosario Schicchi, direttore dell’Orto Botanico di Palermo; Mario Cicero, sindaco di Castelbuono; Pietro Musotto, sindaco di Pollina; Marcello Catanzaro, sindaco di Isnello e membro del comitato esecutivo del Parco delle Madonie; il Maestro Nicola Fiasconaro, pasticciere e amministratore di Fiasconaro Srl; il dott. Vincenzo Morgante, direttore di TV2000; il giornalista Sandro Morici; p. Paolo Fiasconaro, accompagnatore della delegazione; Emilio Appiano, frassinocultore e custode del territorio; Martino, Fausto e Agata Fiasconaro, rispettivamente amministratori e brand manager della Fiasconaro Srl; Francesco Condoluci, addetto stampa dell’azienda.
La delegazione è stata accolta dall’arcivescovo Mons. Emilio Nappa, segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano: “Nel vostro territorio, – ha detto quest’ultimo – la manna, è un’attività che vi ha permesso di raggiungere un’eccellenza. Questi alberi che ci avete donato è un chiaro richiamo alla fiducia nel Signore”
La cerimonia, ha posto l’accento sia sulla dimensione spirituale del gesto, (il radicarsi della manna nel cuore della Cristianità) sia sul valore scientifico e ambientale dell’iniziativa, grazie alla presenza e al contributo del prof. Schicchi.
“Il frassino – ha detto Schicchi – è una pianta meravigliosa che ha dato tanto all’economia dei comuni delle Madonie, soprattutto a quelli che si affasciano sul Mar Tirreno, addirittura con la manna che si produce in due mesi l’anno, soprattutto nel mese di luglio e di agosto e a volte anche a metà settembre, le famiglie facevano studiare i figli, quindi è l’oro bianco, l’oro bianco delle Madonie, è una pianta che ha dato tanto alla cultura e alla natura del territorio che oggi deve essere vista come una pianta di riscatto”.
Con la piantumazione dei due esemplari di Frassino da manna nei Giardini Vaticani, la tradizione madonita compie così un passo ulteriore verso un riconoscimento internazionale più ampio, rafforzando il dialogo tra fede, natura, cultura e sostenibilità. Un segno di attenzione e responsabilità che testimonia, ancora una volta, la centralità delle Madonie nel panorama ambientale e culturale del Mediterraneo.
L’incontro si è concluso con un convivium preparato dai cuochi dell’azienda e offerto da Fiasconaro: Antonio Bonomo, chef; Mario D’Anna, addetto al servizio; Tommaso Franco, addetto al servizio; e Anna Carollo, addetta all’ufficio marketing e comunicazione.








