Un viaggio nel tempo, tra pietra, memoria e ricerca: la Basilica Cattedrale di Cefalù continua a rivelare la sua storia grazie a un percorso di studio e approfondimento che mette insieme archeologia, fonti documentarie e valorizzazione del patrimonio. È questo il cuore dell’iniziativa “La Cattedrale di Cefalù nel tempo. Itinerari di conoscenza”, promossa dall’Ufficio Beni Culturali Ecclesiali della Diocesi di Cefalù in collaborazione con Archeoclub d’Italia – sede di Cefalù.
Il secondo appuntamento del ciclo di conferenze si è svolto nel pomeriggio a Cefalù, presso la Chiesa Auditorium Maria Santissima Annunziata – Aula del Sinodo, lungo Corso Ruggero, confermandosi come un momento di alto profilo culturale dedicato a uno dei simboli identitari più forti del territorio. L’obiettivo dell’iniziativa è chiaro: approfondire la storia della Basilica Cattedrale alla luce degli studi più recenti e delle nuove ricerche archeologiche condotte sul complesso monumentale.
Il progetto nasce dall’esperienza ormai consolidata del convegno sull’Eredità Universale di Ruggero II, giunto alla sua settima edizione, e risponde all’esigenza di condividere con la comunità scientifica e con il pubblico i risultati di anni di studi e indagini. Un percorso che unisce ricerca e divulgazione, nella consapevolezza che conoscere significa anche tutelare.
Il ciclo ha preso avvio lo scorso 21 giugno con un primo focus dedicato al rapporto tra Mileto e Cefalù, in occasione del decimo anniversario dell’iscrizione della Cattedrale nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO, all’interno dell’Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale. Un traguardo che ha rafforzato il dialogo tra istituzioni e associazioni culturali, come dimostra la collaborazione con Archeoclub d’Italia, attivo sul territorio cefaludese da oltre trent’anni.
Il secondo incontro, introdotto e moderato da Stefania Randazzo, storico dell’arte e presidente di Archeoclub d’Italia – sede di Cefalù, ha posto al centro il tema delle ricerche archeologiche, lette anche attraverso le fonti documentarie. A intervenire sono stati il dott. Valerio Di Vico, archeologo e direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiali; don Pietro Piraino, direttore dell’Archivio Storico Diocesano; il dott. Antonio Di Maggio, archeologo; e Salvatore Varzi, cultore e studioso di storia locale, che hanno offerto contributi preziosi per ricostruire la complessità storica del monumento.
A concludere i lavori è stato il Vescovo di Cefalù, S.E.R. mons. Giuseppe Marciante, che ha richiamato il valore profondo della conoscenza e della tutela del patrimonio storico e archeologico della Cattedrale. Non solo un dovere di conservazione, ma una vera opportunità di crescita culturale e spirituale per l’intera comunità. La Basilica Cattedrale di Cefalù, segno vivo della fede e della storia del territorio, continua così a parlare al presente attraverso lo studio, la ricerca e la condivisione del sapere.














