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Il dovere di raccontare, la responsabilità di sperare: L’editoriale di fine anno del direttore

Il dovere di raccontare, la responsabilità di sperare: L’editoriale di fine anno del direttore

Carissime lettrici, carissimi lettori,

un altro anno è passato. E lo abbiamo attraversato insieme a voi, giorno dopo giorno, notizia dopo notizia, non sempre è stato facile raccontare ciò che accadeva. Alcuni avvenimenti hanno chiesto silenzio, rispetto, delicatezza. E ogni volta abbiamo provato a farlo così: scegliendo con cura le parole, cercando di disarmare la notizia, come ci ha insegnato Papa Leone XIV, perché l’informazione non sia mai un’arma, ma un servizio.

Il 2025 è stato un anno intenso, ricco di eventi, a tratti incredibile. Lo abbiamo cominciato partecipando di persona al Giubileo del Mondo della Comunicazione, in Vaticano, con Papa Francesco. Poi il ritorno a casa, a Cefalù, nelle varie comunità per raccontare, tra gli altri appuntamenti la solenne Veglia di Pasqua dalla Cattedrale, presieduta dal Vescovo S.E.R. Monsignor Giuseppe Marciante, vivendo insieme a voi il tempo pasquale e cercando di accompagnarvi, passo dopo passo, nel cuore della fede.

E poi, la malattia e la morte di Papa Francesco. Un dolore condiviso, raccontato momento dopo momento, con la tristezza nel cuore ma con il dovere di informare. Tristezza che si è trasformata in speranza e gioia con l’elezione di Papa Leone XIV: un Conclave seguito in presenza, dalla sala stampa e da Piazza San Pietro, per restituirvi l’emozione di un evento che resterà nella storia della Chiesa, e del mondo intero. Non solo grandi eventi. Accanto ad essi non è mancata la cronaca del territorio: i fenomeni atmosferici sempre più violenti, le fragilità, le emergenze, ma anche la forza delle comunità. Abbiamo dato spazio ai giovani, raccontato il Parco delle Madonie, le parrocchie, i Comuni, le storie di chi resta e resiste. Abbiamo lottato – e continueremo a farlo – per dare voce a un territorio che rischia di scomparire, ma che custodisce culture, tradizioni e memorie che non possono finire nell’oblio.

Abbiamo raccontato la vita della Diocesi di Cefalù anche attraverso le dirette streaming sui nostri canali social e sul sito: dal discorso del Vescovo per la festa del Santissimo Salvatore, alla chiusura del Sinodo Diocesano e del Giubileo della Speranza, fino alla preziosa collaborazione con il Seminario Vescovile. Il tutto in streaming per arrivare a chiunque, agli anziani, agli ammalati, anche agli emigrati che seguono la vita della Diocesi. Non è finita qui. Nel corso dell’anno sono nate nuove rubriche, video tematici, reel, caroselli fotografici. Strumenti diversi, un unico obiettivo: offrirvi un’informazione chiara, puntuale, vicina alle persone. Il 2026 è ormai alle porte e guardiamo avanti con lo stesso spirito: daremo ancora più spazio ai giovani, a chi ha scelto di restare, di vivere e di credere in questa terra.

Il nostro grazie va a voi, che ci seguite ogni giorno, e a tutta la redazione: a chi scrive, fotografa, riprende, monta, suggerisce, sostiene. Nei prossimi giorni condivideremo anche numeri importanti sulle visualizzazioni, segno di una fiducia che sentiamo come una grande responsabilità. L’augurio è che il nuovo anno sia davvero un anno di speranza e, soprattutto, di pace. Quella pace che il mondo troppo spesso mette da parte per interessi lontani dal messaggio evangelico, ma che resta l’unica strada possibile.

Grazie ancora per la vostra fiducia.
Auguri a tutti voi.

Giovanni Azzara

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