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Il Cefalino: un anno al servizio della Chiesa e del territorio, l’editoriale del Direttore

Il Cefalino: un anno al servizio della Chiesa e del territorio, l’editoriale del Direttore

Sembra ieri, ma è già passato un anno. Proprio durante la festa della Madonna di Gibilmanna, Il Cefalino, il nostro giornale diocesano, muoveva i suoi primi passi. 

Oggi, a distanza di un anno, con la stessa emozione accompagnata da un senso di responsabilità ancora più forte, festeggiamo il nostro primo anniversario, permetteteci di farlo con una riflessione sul percorso già fatto e sulle sfide che ci aspettano, perchè queste non mancano mai.

Il nostro primo pensiero va al nostro Vescovo, S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante, il quale ha avuto l’illuminante idea di offrire alla Diocesi questo strumento di comunicazione, e il grazie per aver creduto in questa squadra operativa. Un giornale, il nostro, che non si limita a riportare notizie come avete avuto modo di vedere, ma si propone come un vero e proprio annuncio, un’opportunità di formazione e un invito al dialogo: un mezzo di comunione e vicinanza che accompagna la vita della nostra comunità.

Il Vescovo, presentando questo progetto, durante l’omelia lo scorso anno, sottolineava che «la comunicazione non è mai neutrale: può costruire ponti o alzare muri, può avvicinare o allontanare. Con questo giornale vogliamo pertanto costruire ponti, vogliamo avvicinare le persone alla verità, alla Chiesa e a Dio». Parole che per noi sono state e continuano a essere il faro che guida il nostro lavoro quotidiano. In questi dodici mesi, Il Cefalino ha cercato di raccontare la realtà che ci circonda in tutte le sue sfaccettature: dalle notizie di cronaca (talvolta anche nera) e politica, alle pagine di cultura e costume, alla voce importante della religione e della spiritualità, senza mai dimenticare le comunità parrocchiali, i sacerdoti, i religiosi, i giovani e i laici impegnati, che invitiamo all’uso di questo strumento comunicativo. 

Abbiamo voluto dare voce a quelle realtà spesso trascurate, ai margini della narrazione mediatica, ma che rappresentano il cuore pulsante della nostra diocesi e dell’intero Comprensorio. Abbiamo raccontato le ferite del nostro territorio: gli incendi che hanno colpito le Madonie, le conseguenze della siccità, il dramma dello spopolamento e ora la tragica “eutanasia” delle aree interne. Ma abbiamo anche messo in luce la speranza: i progetti dei giovani, le iniziative delle parrocchie, le testimonianze di fede e carità che ogni giorno nascono in silenzio. Abbiamo portato le funzioni più importanti in streaming, permettendo agli emigrati, alle persone sole, agli ammalati, di poter vivere le celebrazioni in diretta. Proprio in occasione del Santissimo Salvatore, grazie al dialogo fraterno con il prezioso collega Vincenzo Lombardo e quindi alla direzione dell’Ospedale “Giglio” di Cefalù, abbiamo trasmesso in streaming, per tutti i degenti, la solennità del titolare della Cattedrale di Cefalù, momento tanto caro a tutti i cefaludesi: un privilegio per noi della redazione. Abbiamo inoltre (proprio in Vaticano) seguito con attenzione e apprensione l’ultima parte del pontificato di Papa Francesco, la morte, i funerali, il Conclave e infine l’elezione di Papa Leone XIV.

Il Cefalino è, e rimarrà sempre un giornale aperto a tutti. Un luogo libero e costruttivo, dove chiunque desideri raccontare una storia può trovare ascolto. Il nostro impegno è chiaro: essere la voce di chi non ha voce, difendere i più deboli, sostenere gli ultimi e mantenere viva la memoria di chi è stato dimenticato. In un’epoca in cui la comunicazione rischia di perdere il suo valore di verità, noi scegliamo con determinazione la strada indicata da Papa Francesco: fare giornalismo come una missione, non come un semplice lavoro. Un giornalismo che non grida, che non alimenta polemiche inutili, che non diffonde paure, ma che illumina, guida, educa e costruisce fiducia. Vogliamo quindi lanciare un messaggio che va oltre i confini locali: chiediamo la fine dei conflitti tra Russia e Ucraina, tra Israele e la Palestina, che le armi tacitino e che i popoli ritrovino il cammino verso la pace. Quella pace che i Papi hanno sempre invocato e che oggi è, chiaramente, l’urgenza più grande per l’umanità.

Tornando al nostro anniversario, se questo primo anno è stato possibile, lo dobbiamo anche alla collaborazione di tanti amici e colleghi che hanno creduto con entusiasmo in questo progetto: Valerio Di Vico, Salvatore Varzi, don Franco Mogavero, Dario Barà, Marco Lo Iacono, don Salvatore Spagnuolo, don Pietro Piraino, Salvo Ciano, Giacomo Sapienza, Michelangelo Nasca, Roberto Immesi, Rossana Pucceri, Matilde La Placa, don Calogero Cerami, don Giuseppe Garofalo, mons. Rosario Dispenza, don Giuseppe Amato, don Domenico Messina, Padre Salvatore Vacca OFM, padre Giovanni Calcara OP, Armando Geraci, Giuseppe Simplicio, Franco Turdo, Francesco Lo Bianco, Antonio Lo Monaco, Peppe Turdo, Lucia Paola e Natale Civello, Salvatore Aliberti, Fulvio La Vecchia. A ciascuno di loro va il nostro sincero grazie per la passione, la competenza e la dedizione che hanno messo al servizio del nostro progetto. 

Giunti a questo punto, con profonda devozione, volgiamo il nostro sguardo alla Madonna di Gibilmanna, patrona della Diocesi, che oggi festeggiamo e che veglia sul nostro cammino e ci guida nel servizio alla verità.

Con umiltà e coraggio continueremo a raccontare il territorio e la Chiesa di Cefalù, certi che il giornalismo, quando è vissuto come missione, diventa strumento di evangelizzazione, di incontro e di speranza.

Giovanni Azzara

Direttore de Il Cefalino