Guerra, dolore e responsabilità: un appello urgente per l’umanità, troppi bambini morti

Guerra, dolore e responsabilità: un appello urgente per l’umanità, troppi bambini morti

Foto in evidenza: Avvenire

Mentre i conflitti infuriano nel mondo, dalle bombe in Ucraina alla tragedia di Gaza, dal Sudan al Myanmar, la voce della Chiesa e delle comunità religiose si leva forte, ricordando che la pace non può attendere. Gli appelli del cardinale don Mimmo Battaglia, di Suor Giovanna della Piccola Famiglia dell’Annunziata e le maratone di preghiera in memoria dei bambini morti in Terra Santa tracciano un filo chiaro: di fronte alla sofferenza, non c’è neutralità possibile.

Il cardinale don Mimmo Battaglia su Avvenire scrive: “Se un progetto schiaccia l’innocente, è disumano. Se una legge non protegge il debole, è disumana. Se un profitto cresce sul dolore di chi non ha voce, è disumano. Ogni numero di vittime, ogni profugo disperso, ogni ospedale bombardato racconta un volto, un dolore concreto”. Battaglia invita governi e parlamenti a trasformare strumenti di guerra in strumenti di vita: “Fermate i convogli carichi di morte prima che varchino l’ultima dogana; smontate i macchinari che colano piombo e forgiatene aratri, tubature, banchi di scuola”.

Dalla Striscia di Gaza, Suor Giovanna, della comunità della Piccola Famiglia dell’Annunziata di Ma’in, lancia un appello disperato: “Le notizie che arrivano sono ogni giorno più dolorose, più atroci. Io non ce la faccio più a restare ferma… questo restare inerti ci rende complici. Complici di un genocidio”. Suor Giovanna invita quindi a gesti concreti e visibili di preghiera e pressione pacifica: radunare religiosi davanti al Quirinale, pregare giorno e notte, chiedere al governo italiano di interrompere la vendita di armi a Israele e di mobilitare la comunità internazionale per fermare la violenza.

A Marzabotto, nel silenzio del rudere della chiesa di Casaglia, luogo simbolico del massacro nazifascista del 1944, si è tenuta negli scorsi giorni, una maratona di lettura dei nomi dei bambini morti in Terra Santa. Il cardinale Matteo Zuppi ha scandito i nomi dei primi bambini, seguito da decine di persone grandi e piccini, per oltre 12mila nomi. Zuppi ha sottolineato: “Pronunciamo uno ad uno i loro nomi… essi chiedono di impegnarci tutti a trovare o perseguire con più intelligenza e passione la via della pace”. E mentre le maratone di memoria si svolgono in Italia, la tragedia continua a Gaza. Padre Gabriele Romanelli, parroco della Sacra Famiglia, denuncia in un videomessaggio: “La situazione continua a essere molto grave, ci sono bombardamenti dappertutto… A Gaza manca di tutto, manca cibo, acqua, medicinali, energia”. Il parroco invita la comunità internazionale a non ignorare il dolore dei civili, chiedendo anche di conferire il premio Nobel per la pace ai bambini di Gaza.

Questi appelli, messi insieme, tracciano una strada chiara: la pace non è un’astrazione, ma una responsabilità concreta. Ogni preghiera, ogni gesto, ogni attenzione verso il dolore altrui è un seme di speranza, come scrive Battaglia: “Se non volete farlo per Dio, fatelo almeno per quel poco di umano che ancora ci tiene in piedi”.

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