Oltre 5.500 giovani siciliani tra i 18 e i 39 anni hanno lasciato la Regione nel solo 2023. È quanto emerge dal Rendiconto Sociale Regionale 2024 dell’INPS Sicilia, che fotografa una realtà ormai consolidata: l’Isola continua a perdere la parte più giovane e dinamica della propria popolazione. Il dato, tratto dalle tabelle ISTAT sul flusso migratorio, evidenzia che su 9.055 emigrati complessivi, più del 60% appartiene alla fascia giovanile, segno di un disagio profondo che spinge sempre più ragazzi a cercare altrove opportunità di lavoro, formazione e stabilità economica.
Il documento descrive un saldo migratorio negativo che, unito al calo delle nascite e all’invecchiamento della popolazione, delinea un quadro allarmante per il futuro dell’Isola. «Il fenomeno dello spopolamento delle aree interne e della necessità per giovani e adulti di lasciare la propria terra per una occupazione stabile e non sottopagata – si legge nel rapporto – è confermato drammaticamente dai nuovi dati.»
Un campanello d’allarme che impone riflessioni e azioni concrete. Il disagio giovanile in Sicilia è ormai evidente, come sottolinea lo stesso Rendiconto Sociale dell’INPS: un disagio che chiede politiche di sostegno reali, non solo promesse. Se non si dà spazio ai giovani, se non si crea lavoro, futuro e fiducia, le aree interne della Sicilia rischiano di scomparire, trascinando con sé storia, cultura, tradizioni e identità locali.
Non si può lasciare che la Sicilia diventi un “borgo” svuotato, una terra di partenze e rimpianti. Occorre invece spingere perché i giovani possano restare, costruire qui il proprio domani e contribuire alla rinascita dei territori. Solo così l’isola potrà tornare ad essere non solo un luogo da amare, ma anche un luogo dove vivere.









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