Aperto l’anno giubilare del 450° anniversario della Dedicazione del Santuario dello Spirito Santo di Gangi. A presiedere la celebrazione, il vescovo S.E.R. monsignor Giuseppe Marciante il quale, nel corso della liturgia, ha benedetto la croce giubilare, segno visibile di questo anno di grazia, e rivolgendo alla comunità gangitana un forte invito a vivere pienamente “la vita nello Spirito”. Un’esortazione chiara e intensa: non rattristare lo Spirito Santo con atteggiamenti contrari al Vangelo, ma riscoprire una fede autentica, coerente e vissuta nel quotidiano.

Particolarmente toccante il clima che ha accompagnato la celebrazione, come ha sottolineato il Rettore del Santuario, don Giuseppe Amato: «È stato un momento particolarmente toccante quello che abbiamo vissuto – ha dichiarato visibilmente commosso – per tutto quello che questo luogo significa non solo per noi gangitani, ma per tanta gente che da diverse parti ogni giorno varca questa porta carica di gioie, speranze, sofferenze e preghiere». Don Amato ha fortemente voluto e promosso questo evento, quale segno di un rinnovato cammino spirituale per tutta la comunità, così come ha sottolineato nel suo saluto iniziale.
Al termine della celebrazione, il vescovo ha consegnato il decreto della Penitenzieria Apostolica con il quale Papa Leone XIV concede l’Indulgenza plenaria ai fedeli che visiteranno il santuario e parteciperanno alle iniziative giubilari fino al prossimo 18 ottobre, giorno di chiusura del Giubileo. Presente anche il sindaco di Gangi, Giuseppe Ferrarello il quale ha rivolto parole di saluto e ringraziamento al vescovo, sottolineando l’importanza dell’evento non solo dal punto di vista religioso, ma anche per l’intera comunità civile.
Il primo appuntamento di questo anno giubilare è fissato per il prossimo 26 aprile, con il Giubileo degli agricoltori e degli allevatori, in occasione della festa di San Isidoro, patrono delle attività rurali. Si apre così un anno speciale per Gangi, segnato dalla fede, dalla partecipazione e dalla riscoperta dei valori spirituali, nel cuore di una comunità chiamata a rinnovarsi nel segno dello Spirito.









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