La governance della Fondazione Giglio di Cefalù interviene sulla vertenza che ha portato i medici allo sciopero, sottolineando la volontà di trovare una soluzione condivisa e duratura.
«È una nostra priorità recuperare le risorse necessarie per dare una risposta soddisfacente al comparto medico», afferma la direzione, evidenziando la consapevolezza del valore del personale sanitario: «Siamo consapevoli del nostro capitale umano che ci ha consentito e ci consente ogni giorno di raggiungere risultati straordinari e di rispondere alla domanda di buona sanità del territorio e della Regione».
Al centro della protesta il contratto integrativo, richiamato dalle sigle sindacali, scaduto il 31 dicembre 2025. La governance ricorda come nel precedente accordo fosse già stata destinata una somma pari a un milione di euro, ma sottolinea anche la necessità di compiere un ulteriore passo avanti.
In questa direzione è stata avviata un’interlocuzione con l’Assessorato regionale alla Sanità, con l’obiettivo di individuare una soluzione condivisa: «Riteniamo che ci sia, da tutte le parti in campo, una volontà a definire positivamente questa vertenza». La Fondazione chiarisce inoltre alcuni aspetti di natura giuridica sollevati dai sindacati: trattandosi di una fondazione di diritto privato, l’eventuale applicazione del contratto pubblico richiede un passaggio normativo che esula dalle competenze dirette dell’ente.
Infine, viene ribadita la necessità di un’equiparazione nei concorsi pubblici: la governance evidenzia come attualmente non venga riconosciuto ai medici della sanità privata lo stesso punteggio attribuito ai colleghi del Servizio sanitario nazionale per un anno di attività. Posizione che punta al dialogo e al confronto istituzionale, nella prospettiva di garantire stabilità al personale medico e continuità dei servizi sanitari sul territorio.









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