Epifania del Signore 2026: la luce manifestata alle genti nella Cattedrale di Cefalù, la solenne Liturgia presieduta dal Vescovo Giuseppe

Epifania del Signore 2026: la luce manifestata alle genti nella Cattedrale di Cefalù, la solenne Liturgia presieduta dal Vescovo Giuseppe

La solennità dell’Epifania del Signore, celebrata nella Basilica Cattedrale di Cefalù, si offre come una delle più alte sintesi teologiche del tempo natalizio. Questo il Programma delle celebrazioni:

Solennità dell’Epifania del Signore – Anno 2026

Chiesa di San Stefano

Lunedì 5 gennaio

Ore 17.30 – Santo Rosario

Ore 18.00 – Celebrazione Eucaristica vespertina

Basilica Cattedrale di Cefalù

Martedì 6 gennaio

Ore 9.30 – Celebrazione Eucaristica

Ore 11.30 – Celebrazione Eucaristica

Ore 18.00 – Celebrazione Eucaristica Pontificale,
presieduta da S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante, Vescovo di Cefalù

Chiesa di Santa Maria d’Itria e San Giovanni Evangelista

Martedì 6 gennaio

Ore 11.00 – Celebrazione Eucaristica

Note

Il racconto di Matteo (Mt 2,1-12) presenta i Magi come figure paradigmatiche dell’umanità in ricerca. Essi non appartengono al popolo dell’Alleanza, ma sono guidati da un segno cosmico che li conduce al Verbo incarnato. Come afferma Leone Magno, «in quei Magi è chiamata all’adorazione la totalità delle genti» (Sermo 31,2). L’Epifania è dunque il giorno in cui la Chiesa contempla il Cristo non solo come Messia d’Israele, ma come Salvatore del mondo.

La stella non è autosufficiente. Sant’Agostino osserva che i Magi vedono il segno nei cieli, ma necessitano della Parola profetica per giungere al luogo della nascita (Sermo 202). In questa convergenza tra creazione e Scrittura si rivela la pedagogia divina: Dio conduce l’uomo a sé attraverso segni che richiedono discernimento, interpretazione, ascolto. Oro, incenso e mirra costituiscono una confessione cristologica anticipata. Gregorio Magno legge in essi l’annuncio del mistero pasquale: Cristo Re, Cristo Dio, Cristo uomo mortale (Hom. in Ev., X). L’Epifania, così, non si arresta alla mangiatoia, ma orienta già verso la croce e la risurrezione.

La celebrazione eucaristica, cuore della solennità, rende presente questo stesso mistero: il Bambino adorato è il Signore che si dona sull’altare, manifestandosi come luce che salva e giudica la storia. Per i Padri, l’Epifania è la festa della Chiesa ad gentes. Sant’Ireneo afferma che «coloro che erano lontani sono stati condotti alla conoscenza del Verbo» (Adversus Haereses, III, 10,2). La Chiesa, celebrando l’Epifania, rinnova la coscienza della propria vocazione missionaria: non custodire la luce per sé, ma offrirla al mondo.

La celebrazione solenne nella Basilica Cattedrale di Cefalù, soprattutto attorno al Vescovo, rende visibile questa dimensione cattolica: una Chiesa radicata in un territorio, ma aperta all’universalità del Vangelo. L’Epifania non conclude il Natale, ma lo apre alla storia. È la festa di un Dio che si lascia cercare e trovare, di una luce che non acceca ma orienta, di una Chiesa chiamata a manifestare Cristo nel tempo. Nella solenne liturgia celebrata nella Cattedrale di Cefalù, il mistero della manifestazione continua, invitando ogni credente – come i Magi – a tornare «per un’altra strada» (Mt 2,12): quella della conversione, dell’adorazione e della missione.

Giacomo Sapienza

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