Cefalù, cambia il regolamento edilizio sulle canne fumarie ma è polemica

Cefalù, cambia il regolamento edilizio sulle canne fumarie ma è polemica

La modifica al regolamento edilizio del comune di Cefalù, votata dal consiglio comunale lunedì scorso, accende la polemica politica in città. Motivo del contendere la delibera con cui l’Aula ha previsto per le attività di ristorazione, che siano in immobili vincolati dal codice dei Beni culturali, la possibilità di installare dei purificatori interni al posto delle classiche canne fumarie.

In alcuni palazzi storici del centro storico e della frazione di Sant’Ambrogio, infatti, la Sovrintendenza prevede solo la possibilità di effettuare interventi di tipo conservativo, il che rende impossibile installare le canne fumarie necessarie per le attività che si occupano della preparazione di cibi e bevande. 

Da qui la proposta, approvata a maggioranza, di consentire una deroga: solo negli edifici di pregio con valenza storico-architettonica e vincolati dalla legge (di cui gli uffici comunali redigeranno un elenco ufficiale) sarà possibile installare “mezzi meccanici e tecnologici avanzati di aspirazione dei fumi” al posto della classica canna fumaria. Un modo per consentire l’apertura di attività come bar e ristoranti in centro storico anche negli immobili di interesse storico, per lo più pubblici, evitando la violazione delle norme sull’emissione dei fumi.  

La delibera non ha mancato di sollevare polemiche in consiglio comunale su un regolamento che era stato già modificato sei mesi fa. Il consigliere Carmelo Greco di “Innoviamo Cefalù” ha lamentato in Aula la mancanza di un elenco ufficiale degli immobili interessati: “Non sappiamo di quali beni si parla, Cefalù non si può trasformare in un ristorante a cielo aperto”. “Il rischio è che, anziché valorizzare gli immobili di interesse storico, si stia rinunciando ai principi che fino ad oggi hanno preservato il nostro centro storico“, ha aggiunto il consigliere Pasqualino Turdo di Innoviamo Cefalù.

“Il regolamento non consentiva di presentare una Scia in assenza di canna fumaria – spiega il vicesindaco Rosario Lapunzina -. Con questa modifica, appunto per tutelare i beni architettonici, abbiamo previsto la possibilità di una deroga con particolari aspiratori ma solo per alcuni immobili vincolati. Spiace che le opposizioni abbiano fatto confusione perché il consiglio comunale ha agito proprio per tutelare gli immobili vincolati”.

Roberto Immesi