I parroci di Cefalù scrivono alla comunità dei credenti cefaludesi per condividere una riflessione sullo spostamento delle sfilate del Carnevale nei giorni successivi al Mercoledì delle Ceneri, in pieno tempo di Quaresima che inizia proprio oggi 17 febbraio 2026, Mercoledì delle Ceneri.
Una scelta dettata dal maltempo, come già avvenuto anche a Termini Imerese nei comuni delle Madonie e in altre località siciliane, che però solleva nei sacerdoti una preoccupazione pastorale: custodire la sobrietà e il raccoglimento propri del cammino quaresimale, senza spegnere la bellezza dello stare insieme e l’impegno condiviso che il Carnevale ha saputo generare.
Nella lettera, indirizzata a tutti i fedeli, l’invito è quello di vivere questo tempo liturgico con maggiore consapevolezza, attraverso i segni delle Ceneri, la preghiera, la carità e la vita fraterna, lasciando che libertà di coscienza e maturità di fede guidino scelte sagge per il presente e per il futuro della comunità.
Il testo integrale
Carissimi fratelli e sorelle,
le condizioni meteorologiche hanno indotto l’organizzazione del carnevale cittadino – sulla scia di quanto disposto anche nella vicina Termini Imerese, nei paesi delle Madonie e in altre località della Sicilia – a trasferire le sfilate previste per la domenica e il martedì di carnevale, al venerdì e sabato dopo le Ceneri, in tempo quaresimale.
Abbiamo avuto modo di apprezzare il grande lavoro di associazioni, di famiglie, di ragazzi e bambini, anche delle nostre realtà parrocchiali e col nostro sostegno, per preparare il carnevale come momento di festa, condiviso con la Città intera, in un momento in cui è estremamente difficile trovare spazi e contesti in cui entusiasmo e impegno comune riescono a farsi esperienza concreta. Il carnevale è rituale laico che affonda le sue radici nelle celebrazioni pagane legate al ciclo della natura, della rinascita, della fertilità.
Con il cristianesimo è diventato la festa della leggerezza che permette di vivere pienamente il rigore quaresimale. La quaresima, infatti, con il digiuno, la carità, l’invito all’ascolto della Parola di Dio, riconduce i cristiani all’esperienza rigenerativa del deserto. Esprimiamo senza dubbio di non essere entusiasti di questa “invasione” generalizzata e normalizzata del carnevale su un tempo liturgico di cui desideriamo salvaguardare la sobrietà, la povertà, il raccoglimento.
Invitiamo tutti, pertanto, a celebrare e vivere la quaresima con i suoi segni esteriori: le Ceneri sul capo, come atto iniziale; il seguire la Croce di Cristo, nei venerdì, giorni di astinenza e di essenzialità vera; la preghiera e la carità; ma soprattutto con la vita fraterna, irrigata dalla Parola di Dio e nutrita dai Sacramenti, per giungere rinnovati alle celebrazioni Pasquali.
Non venga meno la bellezza e la condivisione della gioia, l’impegno creativo e generoso, la dedizione, per gustare la bellezza di stare insieme.
La libertà di coscienza, la maturità, la fede di ciascuno aiuteranno a maturare scelte sagge e giuste, nella speranza – per l’avvenire – di custodire quei tempi che la sapienza cristiana ha scelto per riproporre a tutti la liberante esperienza della sobrietà.
I Parroci di Cefalù








