Caccamo celebra la chiusura del Giubileo di San Nicasio con il vescovo Giuseppe: “ci insegna che la gioia più grande nasce dalla vittoria di Cristo nella nostra vita”

Caccamo celebra la chiusura del Giubileo di San Nicasio con il vescovo Giuseppe: “ci insegna che la gioia più grande nasce dalla vittoria di Cristo nella nostra vita”

Si è concluso a Caccamo il Giubileo dedicato a San Nicasio, patrono e martire dell’Ordine di Malta, nonchè della stessa città, con la solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal nostro vescovo di Cefalù, S.E.R. monsignor Giuseppe Marciante su invito del parroco della Parrocchia Santssima Annunziata Don Claudio Antonio Grasso che ha guidato la comunità in questo importante anno giubilare.

Alla celebrazione hanno preso parte le autorità civili e militari, con il sindaco di Caccamo Franco Fiore e il maresciallo De Lisi, i rappresentanti dell’Ordine di Malta guidati dal Commissario per la Sicilia Occidentale, Baronessa Virginia Martinez Tagliavia di San Giacomo e Guido Cappellani della Formica Vice Capo Gruppo Palermo del CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta), i sacerdoti della comunità caccamese, la fraternità Francescana, la famiglia Burgio diretti discendenti di San Nicasio, il diacono don Giuseppe Randazzo – che sarà ordinato presbitero il prossimo 27 settembre dall’arcivescovo di Palermo, S.E.R. monsignor Corrado Lorefice – e una numerosa assemblea di fedeli.

Nell’omelia, mons. Marciante ha ricordato che la vita di san Nicasio rimane una testimonianza luminosa per la Chiesa di oggi: «San Nicasio non impugnò mai la spada – ha sottolineato – ma scelse di servire i poveri, gli ammalati e i pellegrini. La sua vera lotta fu quella spirituale, combattuta con l’armatura della fede». Il vescovo ha quindi richiamato l’insegnamento di san Paolo agli Efesini, invitando i cristiani a rivestirsi della “cintura della verità”, della “corazza della giustizia”, dello “scudo della fede” e della “spada dello Spirito, che è la Parola di Dio”. «Ecco la vera guerra da combattere – ha detto – non contro i fratelli, ma contro le potenze del male. Questa è la guerra santa che dobbiamo vivere ogni giorno».

Forte è stato anche il richiamo all’attualità: «Non si può uccidere in nome di Dio – ha ribadito –. Lo dice la storia e lo confermano le parole dei papi. Benedetto XVI ci ha ricordato che ogni violenza commessa in nome della fede è un abuso, in contrasto con la sua vera natura. E Papa Francesco ci ha avvertiti che la religione deve sempre purificarsi dal rischio della violenza, ma anche dall’assenza di Dio, perché quando l’uomo cancella Dio dalla sua vita, tutto diventa possibile, anche il male più terribile».

Il vescovo ha concluso con un incoraggiamento rivolto a tutti i fedeli: «San Nicasio ci insegna che la gioia più grande nasce dalla vittoria di Cristo nella nostra vita. È questa la vera forza che dobbiamo cercare: la gioia del Vangelo che ci rende testimoni di pace». La celebrazione, arricchita dalla presenza dei cavalieri dell’Ordine di Malta, dal popolo di Caccamo e dai pellegrini, ha suggellato con fede viva la chiusura del Giubileo di san Nicasio, rinnovando così nella comunità il desiderio di camminare sulle orme del suo patrono e di portare nel mondo la luce del Vangelo.

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