La memoria che diventa comunità, il dolore che si trasforma in impegno, l’amore che continua a generare vita. Anche quest’anno Cefalù si è raccolta attorno ai nomi di Luigi Cangelosi e Francesco Culotta, nel giorno in cui la città rinnova il ricordo dei due giovani scomparsi tragicamente il 3 dicembre 1997. Durante la cerimonia della Borsa di Studio Cangelosi-Culotta 2025-2026, la madre di Luigi, Sara, ha letto una lettera intensa e toccante, in cui la parola “famiglia” diventa chiave di memoria, gratitudine e speranza. Parole che hanno attraversato l’assemblea, restituendo il senso più autentico di una comunità che, da 28 anni, non ha mai smesso di custodire il ricordo dei due ragazzi.
I premiati per questa edizione 2025 sono: Nicole Portera (III C, elaborato letterario) e Mattia Burgio (III D, elaborato grafico); le targhe sono state consegnate anche a: Gaia Amoroso, Prisca Marino, Aurora Paola e Marica Iannelli. Ha celebrato la Santa Messa don Domenico Messina, presente anche il sindaco di Cefalù il prof. Daniele Tumminello e l’assessore Antonio Franco, Assessore alle Politiche Culturali, Manifestazioni di interesse culturale.
La lettera della signora Sara Rosso
Se qualcuno mi chiedesse quale parola mi sia più congeniale, sicuramente sceglierei quella di “famiglia”.
Cos’è, infatti, la famiglia se non un vero forziere capace di contenere tutte le gioie ma anche tutti i dolori della nostra esistenza?
Essere famiglia significa mettersi in comunione con ciascun membro, agendo insieme nel e per il bene comune.
Potremmo riferirci ad essa in maniera più allargata, guardando alla comunità di cui facciamo parte e per la quale, spesso, ci mettiamo in gioco.
È proprio la comunità di Cefalù che si è fatta famiglia per noi il 3 dicembre 1997, quando i nostri figli, purtroppo, sono stati strappati alla vita.
Luigi e Francesco conoscevano bene, non solo il significato di famiglia, ma proprio il suo immenso valore; e nel loro intimo si riconoscevano in essa pur non essendo fratelli di sangue.
Nonostante la loro perdita sia per noi una ferita sempre aperta, non permetteremo mai che la luce delle nostre famiglie si spenga.
Lo dobbiamo a loro, il cui cammino nel bene si è interrotto troppo presto.
Vorrei aggiungere un’ultima cosa.
Mi rivolgo a voi ragazzi che vi state affacciando al mondo, alla vita: fate famiglia ogni giorno – a scuola, nello sport, a casa – e se notate qualcuno che, nel cammino, resta indietro, non proseguite oltre.
Fermatevi e tendete la vostra mano. Non restate indifferenti.
Oggi, dopo 28 anni da quella tragica sera, noi genitori siamo eternamente grati:
al nostro Vescovo, Sua Eccellenza Giuseppe Marciante, che ci accoglie in questo sacro tempio della cristianità;
al nostro caro don Domenico;
al nostro Sindaco Daniele Tumminello e alla sua Giunta, perché mantengono vivo il ricordo di Luigi e Francesco con la borsa di studio;
ai docenti che si prodigano, ogni anno, nell’organizzare questo evento;
e a voi ragazzi che, con la vostra partecipazione al concorso, siete testimonianza di grande solidarietà nei nostri confronti.
Cefalù, 3 Dicembre 2025
Sara, la mamma di Luigi









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